sabato 15 marzo 2008

La Lunga Notte



Che notte strana era quella notte, il silenzio di una città dormiente era il più grosso grido che un uomo potesse sentire, tutta via, due occhi, erano ancora aperti, non era possibile chiuderli e dimenticare, le immagini di qualche giorno prima erano ancora vive nel cuore, non era facile veder morire il proprio figlio, per nessuno, ma vederlo morire, per come lo ha visto morire lei, superava ogni immaginazione, trattato come il peggiore dei criminali, proprio lui che non solo non aveva fatto male a nessuno, aveva fatto solo del bene.

Suo figlio, il figlio così speciale che le era stato annunciato direttamente da Dio, il figlio che era Dio..
Aveva bisogno di ricordare, la fede è memoria, quante volte Dio ha tradito le sue promesse? Mai, non l’avrebbe tradito nemmeno questa volta, ne era sicura, poco tempo prima, glielo aveva detto, proprio lui, Gesù, aveva detto: “Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà”, non c’era motivo di dubitarne, anche se non lo avesse più visto non avrebbe dubitato, era l’unica però, tutti coloro che l’avevano seguito pensavano fosse finito, quella bella avventura, quelle belle parole, tutto finito così, alle tre del pomeriggio, lei no, era la notte che portava al terzo giorno, e suo figlio sarebbe risorto. Non era per quello che era ancora sveglia. Solo non era facile non pensare a tutto ciò che era successo, le pareva ancora di sentire le urla: “Crocifiggilo”, le lacrime scendevano sulle sue guance, bianche, gli occhi erano gonfi, e rossi, erano tre giorni che piangeva.
Giovanni la sera prima le aveva detto: “Madre, andate a riposare, abbiate fede in Dio”.

C’è l’aveva la fede, non piangeva la morte del suo Gesù, ma il trattamento che gli hanno riservato, proprio gli uomini che lui ha aiutato, non poteva non pensare ad una triste profezia: “Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”.
Suo figlio sarebbe stato in croce fino alla fine del mondo, questo la faceva piangere.
Ma perché gli uomini non capivano quella grazia?
Perché non lo avrebbero capito mai?
Ripensava, era una pratica che amava fare, ricordare, si è la memoria che rinforza la fede, pensare cosa ha fatto Dio per noi, questo rafforza la fede.

E lei pensava, pensava e meditava, dall’annunciazione a quella triste morte, pensava, tutte le gioie e i dolori, che aveva ricevuto, nonostante la grande grazia di aver avuto come figlio Dio.
Dio aveva scelto lei, e non poteva esserne più felice, che l’avesse degnata di tale considerazione, le vennero in mente le parole della cugina Elisabetta: “Beata colei che ha creduto”.
“credo anche ora, e non voglio smettere mai di credere, il signore ha fatto in me grandi cose, santo è il suo nome”, nella tristezza di quella notte Maria, aveva ancora più forza, frutto di quella meditazione: “L’anima mia Magnifica il signore” si ripeteva, mentre stava per venire l’alba, il terzo giorno era alle porte, era inutile stare sdraiata, meglio guardare il cielo, ricordandosi della misericordia del Padre.
“Pace a te, madre”
La voce era inconfondibile
“Gesù, Gesù figlio mio…”
Questa volta le lacrime erano di commozione
Subito le venne di guardare le ferite nelle mani.
“non preoccuparti, passerà”
In genere il cuore di madre non sbaglia mai, e lei sapeva che Gesù era vivo, lo sapeva nonostante l’avesse visto morire.
“l’ora della salvezza è giunta, la morte è stata sconfitta, e gli uomini avranno salvezza bevendo dal mio sangue”
“Salirai presto in cielo vero?”
“si Madre, ma sarò anche vicino a tutti gli uomini, e in particolare, a chi dimorerà nelle mie parole, e confiderà nella mia passione”
“cosa vuoi che faccia, figlio mio?”
“resterai qua, non sarai sola, io sarò con te, sarai ancora madre, tutti quelli che crederanno in me, sono figli di Dio, e come me figli tuoi”
“cosa debbo fare per loro?”
“testimoniare, e pregare”
“Sarò felice di farlo”
“lo so, ti conosco bene, e per questo che ho voluto darti questo compito, quando ho visto di cosa sei capace, seguendomi fin sotto la croce, con le tue preghiere, per me e per i miei crocifissori”
“quando ti rivedrò?”
“Quando verrà l’ora io stesso verrò a prenderti, prima dovrai testimoniare a molta gente la mia parola, quindi mi servi su questa terra”
“Figlio mio…”
L’abbraccio era inevitabile… presto Gesù sarebbe andato dalle pie donne che erano andate al sepolcro, ad annunciare la sua resurrezione, e dare inizio all’espansione della chiesa.
Maria rimase sola in quella stanza, riflettendo e meditando.
In fondo l’aveva sempre saputo, quella che agli occhi degli uomini era una misera fine, agli occhi di Dio è un grande inizio…
Ogni lode e Gloria, a Gesù cristo nostro salvatore, e nostro Dio

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