martedì 8 aprile 2008

Lettera di un bimbo mai nato...


Cara mamma,

tu non mi conosci in quanto, quand'ero ancora nel tuo grembo, hai
deciso che la mia vita venisse soppressa con l'aborto. Ma, rifiutato
dagli uomini, sono stato raccolto dal Signore che ha detto: "Si
dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per
il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai" (Is. 49,15). E Dio d'amore, in
virtù dei meriti di Gesù Cristo e delle preghiere della Chiesa e di
tutti i santi, mi ha portato nel Paradiso.

Essendo morto da piccolo, non in grado quindi di compiere il bene ed
il male e di discernerlo, non sono stato sottoposto al giudizio come
invece accadrà a te ed agli altri uomini nel momento della morte. Io
so che sei stata sedotta da certi falsi maestri che, come Lucifero con
Eva, ti hanno fatto credere che si trattava "solo di un'interruzione
della gravidanza", mentre il Papa con l'enciclica "Evangelium vitae"
ha chiarito che invece è un peccato mortale. So che non hai mai letto
la Bibbia e neppure tale enciclica, mentre preferivi passare ore
davanti alla televisione, strumento utile ma che gli uomini hanno reso
un moderno vitello d'oro. Se tu avessi letto la Parola di Dio avresti
meditato il libro sapienziale del Qoelet che insegna "Per ogni cosa
c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo".
Avresti quindi atteso il momento propizio per compiere quegli atti
d'amore che mi hanno dato vita in un momento per te indesiderato.
Credendoti libera ed emancipata secondo le teorie del mondo, ti sei
trovata "prigioniera" della mia presenza che ti avrebbe impegnata in
compiti e responsabilità per le quali non ti sentivi matura.
Nonostante i consigli di chi, ispirato da Dio, ti stimolava ad
affidarti comunque alla Sua provvidenza, come fece Agar nel deserto ed
altre donne bibliche antesignane di Maria Santissima che ha avuto la
massima fiducia in Dio, tu hai preferito sbarazzarti di me. Padre Pio,
durante la confessione di una donna che aveva abortito, le mostrò in
visione un papa osannato dalle folle dicendole che Dio aveva
progettato per suo figlio un tale ruolo. Ma io, dal Paradiso, ti amo
lo stesso e prego perché tu ti salvi. In molti casi la preghiera dei
bambini abortiti è l'unica orazione, unita a quella di qualche
familiare, recitata incessantemente a favore della loro madre. Se
sentirai dei rimorsi, sappi che, come è successo a tante madri che
hanno abortito, tali rimorsi sono una grazia che va accolta e
perfezionata con la confessione del tuo grave peccato, che il Signore
d'infinita misericordia arde dal desiderio di perdonare; ma non può
farlo senza il tuo pentimento. Non trascurare tale grazia ed
affrettati a sbarazzarti del grave peccato. Da tale peccato devi
liberarti il più presto possibile per la tua serenità e per la gioia
di Dio che ha detto "Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un
peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno
di conversione" (Lc. 15,7). Poiché ti amo non desidero che tu,
incurante dei richiami alla conversione ed al pentimento, finisca
nell'inferno che esiste ed è esattamente come la Madonna, mia Madre in
cielo, l'ha mostrato ai veggenti di Fatima e di Medjugorje. Anche se
andrai da medici o psicologi per tentare di allontanare il "rimorso
provvidenziale", nessun di loro potrà mai cancellare la tua colpa, ma
un sacerdote sì.

Tuo figlio mai nato.

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