mercoledì 7 maggio 2008

Ecce Homo


ECCE HOMO !
Mira, anima mia il tuo benedetto Gesù che nel suo rosso mantello colle carni straziate, china la testa rigata di sangue e trafitta dalle spine, tenendo fra le mani incatenate lo scettro di canna, tra infinita pazienza e tristezza, affranto dall'ambascia e dall'amore, viene espo¬sto da Filato come un'ombra sanguinosa alle grida furenti dei Sacerdoti e del popolo ! Spettacolo tremendo d'infinita pietà che lacerava il cuore, e cui dovet¬tero contemplare mestissimi gli Angeli amaramente piangendo, e che trapassò le viscere alla più Santa e addolorata fra le Madri; ma che non istrappò un senso di compassione da suoi efferati nemici ! Ecce homo ! Sì, ecco l'uomo dei dolori ma ecco altresì il Dio dell'amore, ridotto per l'anima mia a sì lagrimevole stato ! E tu non l'ami ? e non piangi, e sempre ingrata al suo amore non ricambierai una volta tante ignominie ed affanni col tuo più tenero amore?
Con approvazione Ecclesiasfica

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