sabato 12 luglio 2008

Lettera per la mamma


Cara Mamma,

mi rendo conto dell’indegnità che ho nello scriverti, nel domandare e persino nello sperare nella tua risposta, so bene però che tu sei madre e questo mi basta per parlarti a cuore aperto di figlio, senza paura, so bene che tu sei la regina dei cieli, della terra, e di tutto il creato, ma so anche di essere tuo figlio, e quando sei figlio della regina non hai nulla da temere.
In tutte le fiabe che mi hanno raccontato da piccolo, quasi tutto comincia da una finestra, la protagonista guarda dalla finestra e sogna.. poi nel corso della storia quel sogno che sembrava impossibile all’inizio, diventa realtà, è così per esempio per Cenerentola, per Biancaneve, e molte fiabe. Mi stupisce leggere dal vangelo, come anche per te la cosa sia andata simile, ma molto più bella e meravigliosa, nessuna mente avrebbe mai immaginato quel che DIO ha fatto per te, umile fanciulla di un paese sperduto come Nazareth, deriso anche dai paesani vicini “Da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?” (Gv 1: 46).
Leggere la tua storia, leggere la tua vita e sapere che non è una fantasia, mi consola molto, perché so che lo stesso può accadere a tutti, così mi spinge a vedere con un ottica di commozione le beatitudini di Gesù, perché vedo già la loro realizzazione nella tua vita.
Ogni sogno incomincia guardando il cielo, perché nell’animo sappiamo tutti che DIO c’è e che mentre tu guardi il cielo, il cielo guarda te, dritto al cuore, così il mio sogno non finirà mai, il vangelo, mi da sempre nuova linfa per sperare, di abbracciarvi, di amarvi, di stare con voi per l’eternità.
So bene, cara mamma che con le mie forze non sono niente, ripenso a S. Teresa del Gesù bambino, che dice io sono solo un uccellino, come potrò pensare di volare sino al sole ? le mie ali sono troppo deboli, non sono come l’aquila. Ciò non cambia nulla, perché non ho paura di guardare al sole, mi rendo conto che anche se nessuna creatura può arrivare fino al sole, i raggi del sole arrivano a tutti. Quindi questo mi consola, perché so che io non arriverò mai fino a te, con le mie forze, ma tu, ti chini, arrivi fino a terra, mi prendi in braccio e poi mi innalzi sino a DIO.
Che dolce pensiero, che dolce amore, come si fa a non amarti ?
Come si fa a non sognare ? in fondo l’onnipotente ha fatto lo stesso con te, ti ha preso dalla tua casa a Nazareth e ti ha condotto sino al più alto trono nei cieli, e a farti diventare la regina, chi dei tuoi parenti e paesani poteva immaginarlo ? e anche tu potevi immaginarlo ?
Beata, beata, beata e benedetta tu tra tutte le donne, madre, che dolce pensiero di avere una madre così, si beata, e benedetta, tutte le generazioni ti chiameranno beata, e spereranno con te, nelle loro debolezze, nelle loro sofferenze, ingiustizie.
Perché adesso leggendo di te, creatura come me, sappiamo che DIO guarda tutti, ma proprio tutti, in fondo hai fatto lo stesso tu, con tutti i veggenti che hai scelto per le tue missioni, è la politica di DIO, è la nostra consolazione.
Oh, mamma, adesso non avrò paura di guardare dritto al sole, adesso non avrò paura di amarti, e di amare Gesù.
Perché so che ho una mamma, vicino a me, che continuamente mi mette la mano sul capo, mi aiuta, e si china, e mi rialza..
Un giorno giocheremo insieme, felici, nel cortile del paradiso…

Gesù e Maria vi amo.

Fate che io non vi lasci mai…

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