sabato 8 novembre 2008

il Signore,anche della morte e anche nella morte


Chi è quest'uomo raffigurato nell'immagine ?, la fede da interi secoli, risponde a questa domanda con un nome : Gesù di Nazareth. E questo lenzuolo funebre, sia l'ultimo manto umano ad averlo avvolto, nel supremo gesto del suo amore per noi, la morte.
La scienza è favorevole e concorde nel dire che non si tratta di un dipinto, è stato infatti ampiamente dimostrato che non lo è (sebbene ancora qualche opinione discorde esiste) e anche la datazione e la provenienza, è stata ampiamente dimostrata sia dalla Giudea al tempo di Gesù.
"Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto" (Gv 19,37 ) è questa la frase che viene in mente guardando il numero di studi che si fa su questo incredibile reperto, San Giovanni, pone questa frase, subito dopo il colpo di lancia, ove uscì il Sangue e l'acqua, che per noi sono fonte di Misericordia, ma fa molto pensare come quest'uomo impresso nel sudario, impegni ancora la mente di così tanta gente, credenti e scettici, nel cercare di decifrarlo, nel guardarlo o addirittura nel riverirlo. Non sarò certo io, a scrivere qui, le prove scientifiche o tutti gli studi, non è ne il posto ne ce lo spazio per farlo, esistono numerosi libri e/o siti, dove l'argomento viene trattato, con serietà e sobrietà. Mi limiterò a dare le mie impressioni, innanzitutto mi colpisce, la tranquillità, dell'uomo raffigurato, un uomo chiaramente torturato, con numerose piaghe (le stesse di Gesù.. che ebbe anche torture “particolari” come la corona di spine), ma con un volto sereno e tranquillo, se non addirittura “maestoso”, la cosa che ho pensato è Gesù è il Signore, anche nella morte, e soprattutto anche DELLA MORTE, le immagini della sindone elaborate al PC insieme a quelle del “volto Santo di Manoppello” , provano che i due visi raffigurano la stessa persona, sempre san Giovanni dice : “è come Mosè innalzo il serpente nel deserto, così deve essere innalzato il figlio dell'uomo, affinché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3: 14-15), naturalmente i cristiani, in particolare i cattolici vedono questo passo, riferito al crocifisso, e non potrebbe essere altrimenti, ma è curioso pensare come sia il crocifisso che la sindone, siano oltre che delle icone religiose anche dei simboli umani (uguali per tutte le religioni), il crocifisso infatti rappresenta un uomo giusto, crocifisso, rappresenta la durezza vita che spesso coi suoi dolori ci crocifigge, rappresenta la durezza che può spesso avere l'uomo nell'altro uomo (è questa la motivazione con cui la cassazione ha respinto il ricorso di togliere i crocifissi dalle scuole), guardando la sindone che si vede ? Un uomo distrutto dai martiri, ferito e oltraggiato, pieno di sangue, si pensa, ma un uomo può davvero trattare un altro uomo così ? Indipendentemente dal motivo della condanna ?
Certamente la fede, non ha bisogno della sindone per credere, certamente non è il sapere come sia il vero volto di Gesù che ci fa credere, o il sapere che ne esiste una reliquia funebre, tuttavia è un utile richiamo, sia per i credenti che per gli scettici, a un amore, che non conosce confini, si legge spesso, tra i messaggi dei giovani, di amori che varcano i confini della morte, e specie nell'ambito DARK, questo ambito viene continuamente oltrepassato, in realtà come dice S. Paolo, a malapena un uomo morirebbe per un altro uomo, anche se costui fosse giusto (l'han forse fatto i discepoli per Gesù?eppure Pietro glielo aveva pure giurato, lo han fatto dopo, quando lo Spirito Santo li ha cambiati), nella sindone vediamo un uomo, che sebbene pieno di martiri ha il volto sereno (oggi si direbbe “pare che dorme”), un uomo che è sereno perché ama, un uomo il cui morte, non è avvenuta come uno strappo, ma come una scelta, un uomo che ha scelto di dare tutto, nella sindone, si vede inoltre il Signore, colui che umiliato e trafitto regna, ed è re.. “il mio regno non è di questo mondo” aveva detto Gesù a Pilato. L'uomo nella sindone regna : “Cristo vince, Cristo regna, Cristo Impera” dopo duemila anni, si parla ancora di Cristo, dopo duemila anni, anzi specialmente ora tutti gli uomini volgono lo studio a un uomo trafitto e crocifisso, pieni di stupore in quello che umanamente MAI riuscirà a darli piena spiegazione. Che dire di più voglio chiudere con una frase di Gesù che riassume tutto :

«Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” (Mt 11 : 25-27)

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