martedì 20 gennaio 2009

il cavaliere perduto (di Miryam Silvestro)

La Piccola Ancella è uscita dall'amato regno per cercare il Cavaliere Perduto, l'unica descrizione che ha è: "il più misero degli uomini nasconde dentro di se la nobiltà di un Cavaliere Perduto." La Piccola Ancella gira il mondo soccorrendo ogni povero che incontra sulla sua strada, in ognuno di loro trova un figlio del suo AMATO RE e li riconduce al castello dove si fanno grandi feste per il loro ritorno. La Piccola Ancella ha incontrato poveri, zoppi, ciechi e ogni tipo di ammalato nel corpo ma, non ha ancora trovato il Cavaliere Perduto, il più misero degli uomini. Lei si chiede: "cosa rende veramente misero l'uomo? La solitudine che spesso prova chi pensa di avere tutto, perché chi pensa di avere tutto non ha speranza. " Deve cercare l'uomo senza speranza, l'uomo così ferito che non crede più in nulla, colui che ha perso il sentiero per chiudersi in se stesso e amarlo. Il Cavaliere Perduto vive in un palazzo di metallo dalle mura fredde, l'unica vista dalla sua finestra è il grigio cemento, da tempo il suo cuore ha lo stesso colore, lui sa da qualche parte dentro di sé che esistono i colori ma, non li ricorda più. Una sera come tante il Cavaliere Perduto va in giro per le strade col solo intento di divertirsi, poter dimenticare per una sera la solitudine e il dolore della sua vita, poter fingere per una sera che esistono i colori. La Piccola Ancella cerca per le strade quando i suoi occhi si fermano su un giovane bello che non sa di esserlo, gli occhi di lui sono spenti ma, racchiudono in fondo la luce della nobiltà di un animo puro, non c'è dubbio quel giovane solo è proprio il Cavaliere tanto amato dal RE. Il giovane nota tra la gente una giovane bella che lo fissa, ha un brivido, lei ha lo stesso sguardo che aveva la nonna, l'unica persona che l'amava. Quello sguardo gli riporta alla mente ricordi lontani di quando era bambino, di quando l'amata nonna lo portava nel grande castello per servire il RE, era felice allora ma, poi era cresciuto e le ferite avevavano cancellato la felicità, nella sua solitudine certi ricordi appaiono come belle storie inventate e lui non ha più l'età per le storie. La Piccola Ancella si avvicina al giovane felice ed emozionata, finalmente ha trovato il Cavaliere Perduto. Lui fissa con attenzione la fanciulla che va nella sua direzione, sembra proprio che cerchi lui. La Piccola Ancella ha finalmente davanti a sé il Cavaliere e si inchina davanti a lui con rispetto e dolcezza, gli dice: "amato Cavaliere, quanto ti ho cercato, ho girato il mondo in luogo e in largo per giungere da te, " il Cavaliere: "ti sbagli, non cercavi me, non sono un cavaliere ne un amato ma, solo un povero perduto. " La Piccola Ancella: "sei proprio tu che cercavo, ho girato per venirti a dire che sei amato e prezioso, tu non sei un miserabile, sei figlio di RE, " Cavaliere: "io figlio di RE? Mi prendi in giro? " Ancella: "come potrei? Tu sei il figlio più prezioso del mio RE. LUI mi ha mandato a chiamarti, aspetta solo te per fare festa, vuole vestirti con gli abiti regali che ti spettano in quanto figlio di RE. " Cavaliere: "tu non sai nulla della mia vita, ho avuto solo sofferenza. " Ancella: "il RE non ti ha mai abbandonato e sempre ha sofferto con te. Ricordi quando eri bambino, quanto eri felice quando servivi il RE nel suo castello? Ricordi che gioia quando per la prima volta hai mangiato alla sua mensa? " Cavaliere: "non sono più un bambino, l'uomo che sono oggi non può essere ammesso al cospetto del RE. Se LUI sapesse non vorrebbe più vedermi. " Ancella: "ti ha perdonato tutto e ti aspetta. " L'Ancella prende per mano il Cavaliere in lacrime e amandolo di amore puro lo conduce davanti al RE. Appena il RE vede entrare l'Ancella col Cavaliere gli va incontro. Il giovane Cavaliere non è più perduto ma a casa. Ora sa che non solo il suo RE lo ama ma, non l'ha mai abbandonato al punto di mandarlo a cercare

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