domenica 22 febbraio 2009

Il senso della vita..


Spesso, ci troviamo inginocchiati e curvati sotto il peso della vita, delle sofferenze, e dell’illogica umana, e ci chiediamo che senso abbia la vita, si sentono spesso parole sconfortanti e pessimistiche che dicono “nasciamo piangendo, viviamo faticando e lavorando tutto il giorno spesso sfruttati e con stenti, campiamo una vita tirando un carretto spesso troppo pesante per noi, poi arriva una malattia, ci raccoglie e togliamo il disturbo”, ci chiediamo che senso abbia tutto questo, anche in una delle preghiere più belle della tradizione cristiana la terra viene chiamata come “Valle di Lacrime” e ci chiediamo perché sia così.. che senso abbia arrivare alla morte sudati e stentando sofferenza e sudore.. Gesù ci rivela il senso della vita, proprio alla fine della sua, quando dice “tutto è compiuto”, è il vero senso della nostra vita, compiere tutto, poter dire eccomi, o DIO, ho fatto tutto in coscienza ho seguito la tua volontà, le tue dottrine, la tua parola si è compiuta in me, tutte le imperfezioni, i peccati li immergo nel tuo preziosissimo sangue affinchè possano essere purificati e adesso, Padre nelle tue mani rimetto il mio spirito”, che bello poter dire coscientemente queste parole nell’ultimo instante, è già questa un anticamera di paradiso, che importa il tipo di morte, possa essere la morte di S. Agata, nelle sofferenze del martirio, o quella di S. Bernadette, in malattia, o la dolce morte di S. Giuseppe, tra Maria Santissima, sua sposa, e Gesù, suo Figlio, qualsiasi morte è dolce sapendo di aver fatto tutto, di trovarsi al cospetto di DIO, serenamente e dopo aver dato tutto a lui, si può serenamente affidare l’anima, senza vergogna, senza silenzi.. tutto questo è obiettivamente difficile, lo sappiamo, non è semplice aver fede in DIO in situazioni dove si grida con Gesù “Mio DIO, perché mi hai abbandonato ?” in certi momenti la Vita ti pone in una domenica delle palme dove tutto va bene e ti senti un re, per poi catapultarti nudo nella croce, dove la cosa più buona che puoi ricevere è pietà, di pochi esseri, non è semplice, avere fede cieca, affidare tutti se stessi a DIO e dire fedelmente “non la mia, ma la tua volontà sia fatta”, ma la strada di Gesù non è mai stata semplice, nemmeno per lui, la via del calvario non è stata ricoperta da tappeti rossi, ma da pietre, e Gesù non vi saliva con mantello reale ma con una croce, sulla sua testa vi è una corona di spine.. e il senso di tutto questo lo abbiamo nelle sue ultime parole “tutto è compiuto”.. “nelle tue mani affido il mio spirito”.. è bello poter dire “ho fatto tutto”, è bellissimo.. Gesù ha “reso lo Spirito” solo dopo aver avuto la divina consapevolezza, che non aveva umanamente nient’altro da fare.. solo allora, noi non avremo mai questa divina consapevolezza, ma c’è l’ha DIO, e a noi tocca seguire (e fidarci) pienamente, ciecamente della sua volontà, nel suo amore. Spesso noi ci chiediamo, perché DIO se ne stia silenzioso, mentre noi trasciniamo il peso della nostra umanità come catene di prigionieri che stanno fermi immobili nel loro peccato, DIO parla, Gesù hai suoi tempi se ne andava in spazi aperti e predicava, ammaestrava, insegnava, in prati, in monti, nel tempio.. ma chi lo ascoltava ? chi lasciava i propri impegni a casa per starlo a sentire.. e una volta andato da lui, non si lasciasse ancora distrarre dai suoi impegni a casa, ognuna delle persone che stava davanti a Gesù, che lo guardavano aveva i suoi problemi, le sue preoccupazioni, le sue paure, ma stavano li ad ascoltarlo.. ancora DIO parla, ancora si siede nel monte e ammaestra le nostre anime, non solo in chiesa (nel tempio), ma in ogni luogo e momento, dobbiamo noi lasciare i nostri pensieri e venire a lui, ascoltare ciò che ha da dirci.. nel mondo siamo come pesci incastrati nella rete dei pescatori, Gesù ci offre la possibilità di liberarci dal peccato, dal maligno, ma dobbiamo coglierla, siamo immobili come il paralitico, siamo lebbrosi, ma Gesù ci dice “Alzati! Prendi la tua miseria e và, nella tua dimora”… il paradiso.. Padre Pio da Petralcina era sovente dire che “Gesù non è mai senza la croce, ma che la croce non è mai senza Gesù”, e se chi vi parla, chi scrive, è un peccatore, che per primo si dispera nella mancanza di fede, che affronta i suoi gethsemani avendo paura e chiedendosi “perché”, che si arrabbia con DIO, le risposte che ne ha, sono sempre le stesse, e quella che ho scritto in questo foglio.. non esistono altre vie, a DIO nulla è impossibile, le sue logiche, non sono le nostre, tutte le vite dei suoi santi, per prima la madonna, viste solo dal profilo umano non hanno la benché minima logica, eppure agli occhi della fede, vediamo i giganti, i VIP del Signore!!, chi scrive è un misero peccatore, che sa bene che se DIO non gli mettesse le mani nella testa e continuamente lo sostenesse, farebbe peccati tra i più gravi al mondo, che sperimenta continuamente la sua miseria, nel dolore dei momenti della vita e nelle disperazioni, che a volte passa la notte piangendo e pregando e prendendosela col padre, ma che in tutto questo si ritrova ad aver sviluppato fede e fiducia. E vede in essa la necessità di non interrompere mai il rapporto con DIO.. e dire a tutti, non smettete di invocare il nome del Signore, ma anche SIGNORE non smettere di avere pietà per noi, per la nostra negligenza e immaturità. Per la nostra mancanza di amore, e di fiducia, Signore non smettere mai di bussare.. e di raccogliere le nostre lacrime, prima o poi ti troveremo e allora sarà grande gioia..
Sia lodato Gesù Cristo..
Dio ci benedica, illumini i nostri pensieri, fortifichi le nostre opere, infiammi i nostri cuori..

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