domenica 21 giugno 2009

VA’ DI’ AGLI UOMINI QUANTO IO SONO BUONO 


VA’ DI’ AGLI UOMINI QUANTO IO SONO BUONO

Lettore, chiunque tu sia, leggi queste pagine; è il Signore, il tuo Dio che ti parla; se non l'hai mai amato sarai costretto ad amarlo, conoscendolo qual’è veramente, infinitamente buono, infinitamente misericordioso. s. d. M.

Mia Benigna, fa conoscere la mia misericordia. (La Voce Celeste a Suor Benigna).

Ascolta...

Parla Gesù, l'Amore:

A Suor Benigna (26 Aprile 1916)

Dire Gesù e dire Misericordia è lo stesso; dire Gesù e dire Bontà è lo stesso; dire Gesù e dire Compassione è lo stesso; dire Gesù e dire Tene­rezza è lo stesso.

A Suor Benigna (27 Aprile 1916)

Io adopero novantanove volte la Misericordia, e solo quando non ci posso riuscire colla Misericordia, ado­pero la Giustizia, ma solo una no­vantesima parte di quell'uno di Giu­stizia. Si, è vero, che sono infinita­mente Giusto, non posso non esserlo, ma la lascio come da parte la mia Giustizia, per non usare che la mia Misericordia.

A Suor Benigna (15 Marzo 1915)

"Mia Benigna, non è abbastanza conosciuta la mia bontà nel mondo sono state le mie viscere di miseri­cordia che mi hanno fatto discendere dal Cielo in terra per salvare i pec­catori. Vedi, o mia Benigna, un me­dico che ami l'arte sua, se si trova in mezzo a tutta gente sana li visi­terà da amico, ma per esercitare la sua arte ha bisogno di trovarsi in mezzo agli ammalati e più questi sono infermi e più si trova contento di, far loro del bene. Mia Benigna, lo amo tanto i peccatori, - odio i loro peccati perché il peccato è un'offesa contraria a Dio, ma amo i peccatori come si amerebbe una persona ferita benchè non si ami il ferro, nè il fu­cile. Vedi, in questi tempi, per così dire, le mie viscere di misericordia si allargano ancor più, è tempo di amnistia generale, purchè trovi nelle anime la carità”.

A Suor Benigna (12 Giugno 1915)

Si ha un'idea troppo piccola della Bontà di Dio, della sua Misericordia, del Suo Amore verso le sue creature, si misura Dio colla creatura... Ma Dio non è limitato, e quindi non è limitata la sua Bontà.

A Suor Benigna (12 Giugno 1915)

Scrivi che Io amo gli uomini, che Io amo teneramente gli uomini, che Io li amo tenerissimamente come miei cari fratelli e benchè ci sia una di­stanza infinita tra loro e Me, tuttavia Io non la conto.

A Suor Benigna (9 Ottobre 1915)

Vedi, Nigna, quel fuoco? (Visione dell'inferno). Sopra a quell'abisso Io ho tirato come un reticolato di fili della mia misericordia perchè le anime non avessero da cadere dentro, ma quelli che si vogliono dannare, vanno lì colle mani per aprire quei fili per cadere dentro, e una volta che sono dentro, neppur più la mia Bontà li può salvare. Sono inseguite queste anime dalla Mia Misericordia più che non lo sia un malfattore dalla Polizia, ma sfuggono alla mia Misericordia.

A Suor Benigna (6 Luglio 1902)

Io ho sete di essere amato dagli uomini ed essi fanno i sordi alle mie parole per seguire il demonio che li conduce alla perdizione.

Io non posso reggere al vedere tante anime ingannate ed userò loro misericordia coll'istruirle sempre pìù, col chiamarle sempre più, col chia­marle più dolcemente al Mio Cuore Divino. Io svelerò loro i segreti inef­fabili del Mio Divin Cuore ed inse­gnerò loro a vivere del mio amore, di quell'amore che rende soave il più gran dolore e che fa gustare all'anima una pace celestiale, anche in mezzo alle più aspre prove.

A Suor Benigna (27 Novembre 1905)

Io mi dò alle anime a misura che esse si danno a me.
A Suor Benigna

Quel che mi fa pena più di tutto è vedere l'indifferenza, che le creature hanno per Me, l'odio... mi fuggono come se io fossi un assassino, un mal­vivente, un ladro, che volessi togliere loro la roba, e invece glie ne vorrei dare, ma non posso, perchè non vo­gliono... Mia sposa ho sete dell'amore delle mie creature! I Santi mi amano tanto, il loro amore è più puro e più perfetto... Io ho tanto amore in Cielo, ma vengo a cercarlo in terra, perchè in terra l'amore è libero... Mia Sposa, Io ho un cuore umano, ed Io amo gli uomini, perchè sono miei fratelli, sì, sono miei fratelli gli uomini.
A Suor Benigna

Tutto contribuisce a lavorare una anima, tutto; anche le sue stesse imperfezioni sono nelle mie Mani Divine come tante pietre preziose, perchè le cambio in tanti atti di umiltà, che porto quell'anima a fare.
A Suor Benigna

Se quei che edificano le case po­tessero mutare i rottami e tutto ciò che ingombra in tanto materiale da costruzione, quanto si stimerebbero felici; ebbene l'anima fedele lo può col Mio divino aiuto, e le mancanze stesse più gravi e vergognose, piante, diventano pietre fondamentali del­l'edificio della sua perfezione.

La principale cosa, che desidero si sappia, è che Io sono tutto amore, che la più gran pena che si potrebbe fare al mio Cuore sarebbe di dubitare della mia Bontà. Il mio Cuore non solo compatisce, ma si rallegra quanto più ha da riparare, purchè non vi si malizia...
A Suor Benigna

Come il fuoco si nutre di combu­stibili, così la Mia Misericordia si nutre di consumare miserie, e più ne trova da consumare, tanto più cresce appunto come fa il fuoco che si ac­cresce sempre più, a misura che vi si getta roba sopra.
A Suor Benigna

Oh! se si potesse conoscere quanto Io amo gli uomini, e quanto il mio Cuore gode che si creda a questo amore. Si crede troppo poco, si crede troppo poco, troppo poco!...
A Suor Benigna

Io ho bisogno di consumare miserie delle mie povere e deboli creature, e mi stanco mai di lavare e rilavare le anime (colla Confessione, colla con­trizione perfetta) perchè le lavo nel Mio Preziosissimo Sangue. Tu non puoi credere, Benigna, il piacere che io provo nel farla da Salvatore: è tutto il mio contento e faccio i più bei capolavori appunto delle anime, che ho tolto più dal basso, più dal fango, perchè ho più materia, ho più roba da operarvi sopra.
A Suor Benigna

Se ad un ladro si inchiodassero le mani, ancorchè volesse rubare, po­trebbe ancora rubare? Se ad un assas­sino si inchiodassero le mani ancorchè volesse uccidere, qualcuno, potrebbe ancora ucciderlo? Ebbene, mia Be­nigna, Io mi sono lasciato inchiodare le mani, come quasi non posa punire i poveri peccatori! scrivilo questo, mi fai piacere, Io voglio che si veda quanto li amo.
A Suor Benigna

Avevo tanto male al capo per la corona di spine, e anche per il sangue, che mi andava negli occhi, non potevo quasi aprirli, ma di tanto in tanto li aprivo per guardare con tanta tene­rezza i miei crocifissori!
A Suor Benigna

Ciò che voglio dirti Io lo concentro in poche parole, ed è questo: che l'anima abbia mai paura di Dio, che Dio è sempre pronto a usarle mise­ricordia e che il più gran piacere che possa avere il Cuore del Tuo Gesù, è quello di poter condurre al Suo Eterno Padre il più gran numero di peccatori, che sia possibile. Sono que­ste le mie glorie, i miei gioielli! Io amo tanto i poveri peccatori.
A Suor Benigna

Senti, mia sposa, scrivi questo: Se mi vuoi fare un piacere grande è di credere al mio amore, se me lo vuoi fare più grande è di credere di più, e per farmelo grandissimo è di non mettere limiti a questa fede nel mio amore.
A Suor Margherita Claret de la Touche

Voglio vincere l'odio coll'Amore; manderò i miei sacerdoti a spanderlo per tutta la terra. Ho dato loro il mio Cuore, affinchè vedano i tesori d'amore che ci sono in Dio, e dopo aver attinto per se stessi, attingano ancora per il mondo. Di' a loro di andare a spandere ovunque i tesori dell'amore.
A Suor Maria Giuseppina di Gesù

Sì, mi compiaccio tra i gigli, che sono le anime pure; ma i più belli crescono tra le spine e la loro radice è immersa nel fango della terra..... Se invece di allontanarti da quel giglio imbrattato di fango (un ubria­co) ti fossi avvicinata a lui per libe­rarlo dalla sua sozzura, oh! allora si che mi avresti fatto piacere!
A Suor Maria Giuseppina di Gesù

Sulla croce non ho detto una pa­rola ai carnefici sacrileghi, eppure scendevano il Calvario picchiandosi il petto. Non ho parlato a loro, ma ho parlato di loro al Padre mio « Pa­dre, perdona loro, perchè non sanno ciò che fanno », ed ho sofferto per loro. La preghiera e la sofferenza, ecco le due armi irresistibili, i mezzi di cui ciascuno può disporre per raggiungere le anime e conquistar­mele... Oh! ne sono così assetato!
Alla Beata Varani

Quando, prima dell'Ultima Cena, lavavo i piedi a Giuda, piangevo a­maramente e le mie lacrime cadevano come gocce di rugiada sui suoi piedi ma egli non ne faceva caso, ed io dicevo nel mio cuore

- Addio, figlio mio, ecco l'ultimo servizio che mi sarà concesso di farti! Intanto accarezzavo in certo modo i suoi piedi e li baciavo con tenera compassione.
A Santa Metilde

Al bacio di Giuda il mio Cuore ebbe un tale impeto d'amore, che se si fosse pentito, Io per quel bacio avrei fatto di quell'anima una mia sposa.
A Santa Metilde

Chi è legato non può far nulla, e può essere derubato di tutto quello che possiede. Io sono stato attaccato alla croce in modo da non potermi più muovere, come segno che l'uomo potesse prendermi tutto quanto avevo guadagnato nella mia vita mortale, tutte le mie opere ed i miei meriti. E' tutto il mio desiderio ch'egli gioi­sca dei miei beni. S’egli implora la mia misericordia i suoi delitti sono dimenticati in eterno.
A S. Caterina da Siena

La Mia Misericordia è infinitamente più grande di tutti i peccati che pos­sono commettere le creature. Coloro che la giudicano inferiore ai loro peccati, mi dispiacciono più che gli altri peccatori.
A S. Brigida

lo non mi fermo a considerare co­me l'uomo abbia peccato, ma piut­tosto con quale amore, volontà e intenzione ritorna a Me.
A S. Geltrude

Non c'è uomo, per quanto carico di peccati, che non possa sperare il perdono offrendo al Mio Eterno Pa­dre la mia Passione e Morte.
A S. Margherita da Cortona

Mia povera piccola Margherita, non aver alcun dubbio sull'intera remis­sione dei tuoi peccati... Ho stabilito di fare di te il faro dei peccatori, che marciscono nel vizio, affinchè vedano per te che cedendo alle mie ispira­zioni, io son pronto a usare verso di loro la stessa misericordia che ho usato verso di Te.
A S. Metilde

- Vieni a vedere l'ultimo dei Santi, che si trovano in Cielo, e allora po­trai avere una certa conoscenza della mia bontà.

Ed ecco presentarsi alla santa un uomo vestito di verde, coi capelli crespati e di color biondo, di piccola statura, ma con una faccia straordi­nariamente bella e ben fatta.

- Chi sei tu? gli chiede Metilde. - Sulla terra ero un ladro e un malfattore, e non ho mai fatto un'o­pera buona.

- Come mai allora sei entrato in Paradiso ?

- Tutto il male, che ho fatto l'ho commesso più per abitudine, che per malizia, non sapendo operare meglio, perchè i miei genitori m'avevano allevato male. Ecco perchè ho rice­vuto la grazia di pentirmi sincera­mente alla mia morte, e così ottenere misericordia da Dio. Ho passato cento anni in purgatorio, e ora per la sola e gratuita bontà di Dio, sono stato condotto in questo luogo di delizie.

In tal modo S. Metilde conobbe la prodigiosa bontà di Dio.

Se Egli opera tali meraviglie in chi non ha fatto nulla di bene all'in­fuori di un lampo di sincero penti­mento alla morte, che cosa non com­pirà in un'anima di buona volontà?

Ebbene, lettore?

Se Dio è così buono con noi, perchè conti­nuare ad essere cattivi con Lui? Che cosa si guadagna a rimanere peccatori? Una vita malcontenta quaggiù, e per sempre infelice nell'eternità !
Parlano i Santi

che hanno sperimentata tutta la dolcezza della bontà e della misericordia di Dio.
S. Teresina del Bambino Gesù

Se mi sollevo a Dio colla confidenza e l'amore, ciò non dipende dal fatto che io sono stata preservata dal pec­cato mortale. Io sento, che se pur mi pesassero sull'anima tutti i delitti che si posson commettere, non perderei un attimo di questa confidenza. Col cuore spezzato dal pentimento andrei a gettarmi fra le braccia del mio Salvatore, perchè so che egli ama teneramente il figliuol prodigo, e ho udito le sue parole alla Maddalena, all'adultera, alla Samaritana. No, nes­suno potrebbe spaventarmi, perchè so quanto potrei contare sul suo Amore e la sua Misericordia: io so che in un batter d'occhio tutto quel cumulo di peccati scomparirebbe, co­me una goccia d'acqua buttata in un braciere ardente.
La Beata Crescenzia

Se io avessi commesso tutti i pec­cati degli uomini, non farei che im­mergerli nelle piaghe del mio Salva­tore, e son sicura di non poterli dare un onore più grande di una confidenza piena e intera nei meriti del Suo San­gue, che annienterà tutti quei delitti.
S. Paolo della Croce

Molti cadono nello scoraggiamento dopo aver commesso dei falli. Quando vi sentirete nascere quel sentimento di sfiducia, pensate che i vostri pec­cati, paragonati colla Bontà Divina, sono meno che un filo di stoppa get­tato in un mare di fuoco.
Il Santo Curato d'Ars

Il buon Dio sa ogni cosa. Sa anti­cipatamente che, dopo esservi con­fessati, voi peccherete di nuovo; eppure vi perdona. Qual amore non è mai quello del buon Dio, che arriva a dimenticare volontariamente l'avve­nire per perdonarvi.
S. Paolo della Croce

Colui che si alza dopo le sue ca­dute, con una grande confidenza in Dio, diventa nelle mani del Sovrano Maestro un' istrumento adatto per operare grandi cose.
S. Francesco di Sales

Io suppongo che il più grande pec­catore della terra, nel dar l'ultimo sospiro, faccia generosamente il sa­crificio della sua vita a Dio, abban­donandosi totalmente alla Sua Volontà e alla sua amabile Provvidenza: eb­bene Dio non potrà giammai condan­narlo, per enormi che siano i suoi delitti.
S. Metilde

Benchè, o Mio Dio, voi mi illumi­niate d'una maniera meravigliosa; tutto ciò ch'io conosco di Voi, e che posso far conoscere agli uomini si può paragonare a quello che una formica può portar via da una montagna.
S. Teresa

La Bontà di Dio è più grande di tutto il male che noi possiamo fare. Tutti gli uomini della terra non potranno mai asciugare la sorgente delle sue misericordie.
S. Teresina del Bambino Gesù

Che gioia pensare che il Signore è giusto, cioè che tiene conto delle nostre debolezze, che conosce la fra­gilità della nostra natura. Se è giusto; deve pur essere clemente e pieno di amore per le sue creature.
S. Caterina

O Divina Misericordia! come mi sento infiammare il cuore pensando a Te! Da qualunque parte mi volgo non trovo che misericordia. Ah! non mi stupisco più che Tu dica a quelli che lasciano il peccato per tornare a Te: « Io non mi ricorderò più delle vostre offese ». E neppur più mi stu­pisco di quel che mi dici riguardo ai tuoi persecutori: Io voglio che mi preghi perchè possa loro usare mi­sericordia!
S. Teresina del Bambino Gesù

Il buon Dio non ha bisogno di anni per fare la sua opera in un'anima; un raggio del suo Cuore può in un istante far sbocciare il suo fiore per l'eternità.
S. Francesco di Sales

Il Cuore di Gesù è così abbondante di amore, che tutti lo possono pos­sedere senza che ciascuno lo possegga meno degli altri. Il sole illumina una rosa fra un milione di altri fiori, come se illuminasse lei sola. Così Iddio spande il suo amore in un'anima come se non amasse che quella sola.

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