sabato 7 agosto 2010

profeta dei nostri tempi



oggi è il giorno dedicato a DIO PADRE.. non dimentichiamocene
!!

Sul piroscafo che da Tangeri va a Marsiglia risuonano all'improvviso le sirene d'allarme e il megafono dà l'ordine di salire tutti sul ponte. Una caldaia è scoppiata e si è creata una falla dalla quale la nave sta imbarcando acqua cominciando lentamente ad inclinarsi.


A bordo c'è anche madre Eugenia che sale sul ponte e cerca inutilmente di calmare la ressa che i passeggeri fanno intorno alle scialuppe di salvataggio.

Una mamma con il bambino in braccio, stravolta dal terrore, si aggrappa a lei che vede così serena in tanto caos. Madre Eugenia le sorride e le chiede di porgerle il bambino. La donna obbedisce come un automa, soggiogata dalla profonda calma che spira da questa giovane suora che prende il piccino, lo alza al cielo e con la sua armoniosa voce intona un canto:



«Io credo in Te, Signore, io credo in te ...».

Si unisce al canto la mamma del bimbo, poi un altro, poi un altro. Il canto si fa sempre più sicuro, e in breve tutto il ponte diviene un grande palco da cui si eleva al Padre il coro più commovente che gli angeli abbiano mai udito. Cantano insieme tutti, passeggeri, ufficiali, marinai; sembra lontano un secolo il terrore che pochi istanti prima stava travolgendo tutti.

«Padre, per questo bambino, per questa innocenza, salvaci!»

E' la preghiera che Madre Eugenia rivolge al Padre per tutti, in nome di tutti. E l'innocenza, divenuta preghiera in un inno di fede, fende i cieli.

Lentissimamente la nave riprende la linea di galleggiamento e riesce a tenere il mare fino al porto di Marsiglia.

Tutti i passeggeri e i membri dell'equipaggio - molti a piedi nudi - guidati da madre Eugenia si recano al santuario della Madonna della Guardia per ringraziarla.

Il linguaggio profetico è fatto di parole e di gesti che avvalorano la parola e le conferiscono una potenza espressiva quasi plastica. Madre Eugenia è profeta in senso pieno, nella “parola” e nel “gesto”, che tutti i profeti riassume per dare agli uomini il più splendido annunzio: il Padre del cielo ha per noi suoi figli solo disegni di vita e di misericordia, basta che lo chiamiamo “Padre!” e ci rivestirà di luce, come nella parabola del figliol prodigo.

Questo madre Eugenia dice a ciascuno di noi con la “parola” profetica del Messaggio “Il Padre parla ai suoi figli”.

Il bimbo che ella eleva al cielo è il “gesto” con cui la “parola” viene perfezionata ed è rivolto in modo particolare alla Chiesa: la barca di Pietro è in pericolo, a volte sembra che stia affondando; se, per mezzo di Maria, la Chiesa offrirà al Padre l'innocenza dei bimbi, dal Suo Cuore sprigionerà potenza di miracolo che trasformerà tutto in amore.

In quel “gesto” è sintetizzata l'azione di Maria che, da più di cento anni, si mostra sempre a bambini: La Salette 1846, Lourdes 1854, Pontmain 1871, Beauring 1932, Banneux 1933, Tre Fontane Roma 1944, Medjugorje 1981 ecc. Ma è a Fatima (1917) che questo progetto dello Spirito si manifesta con estrema chiarezza, quando la “Signora più splendente del sole” invita Lucia, Francesco e Giacinta (10, 9 e 7 anni) a fare una totale e libera offerta di sé al Padre: «Siete disposti ad offrirvi a Dio, pronti ad accettare tutto quello che vorrà mandarvi, per la pace nel mondo e per la conversione dei peccatori?». I tre bambini risposero “Sì!” e grazie a quel “sì” il Portogallo fu salvato dalla II guerra mondiale.

La conclusione è semplice: se con tre bambini Maria ha potuto salvare una nazione da una pesante guerra, con il «sì» di milioni di bambini salverà il mondo.

«I bambini salveranno il mondo» ha asserito più volte San Pio da Pietrelcina, chiedendo con insistenza la costituzione di Nidi di Preghiera di bambini accanto ai Gruppi di preghiera di adulti. Questo ha ribadito la sua anima gemella, il Servo di Dio Padre Pio Dellepiane, dei frati minimi, che ha voluto l'Armata Bianca della Madonna: «Occorrono cinque milioni di bambini che si consacrino a Dio nello spirito di Fatima, sull'esempio dei tre Pastorelli, per salvare il mondo».

Chiediamo con umiltà e con sofferta convinzione alla Chiesa di accogliere il messaggio di salvezza che, per mezzo di Maria e dei Santi, le viene dato in quest'ora di grande tenebra spirituale:

- che venga istituita una festa liturgica in onore di Dio Padre;

- che i bambini vengano ammessi alla Prima Comunione al primo uso di ragione, prima che il male li devasti, come ordinato dai Sommi Pontefici e dal Codice di Diritto Canonico; che vengano educati alla recita del Rosario e all'Adorazione Eucaristica.

La salvezza verrà, in misura sovrabbondante, dall'innocenza dei bimbi

che, offerti al Padre, faranno scaturire dal Suo Cuore dolcissimo il mare

delle sue Misericordie.

(Tratto da "Per la gloria del Padre" di Padre Andrea D'Ascanio)

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