mercoledì 12 gennaio 2011

La Pazienza di chi c'è la fa più.


Un'ora di pazienza vale più di un giorno di di­giuno. ( Don Bosco)

Carissimi amici, oggi vorrei parlare della Pazienza, si, cari amici proprio quela virtù spesso implorato, spesso debole, spesso benedetto o anche maledetto di cui però abbiamo bisogno per proseguire il nostro viaggio su questa vita, cos'è la pazienza ? Mi verrebbe da dire in modo semplice “il contare fino a 100 prima di far qualcosa” tutto sommato è così, io la definisco come la consapevolezza che viene (si auspica) con l'età e la maturità che fa si che si possa ritardare la reazione a una determinata azione, e che ritardando quindi si ci auspica che in quel lasso di tempo qualcosa cambi.. in noi, nel fattore agente che ha provocato quell'azione o nell'azione stessa, talvolta la virtù della pazienza è davvero eroica, in tempi moderni, vediamo dal lato economico quanta gente vive dovendo dilungare la carta delle 10€, quante coppie separate, quanti padri non vedono i loro bimbi da mesi..le angherie a lavoro, i licenziamenti improvvisi, le ipocrisie, le falsità, gli amici, i parenti, che ti rubano pure quel poco che hai in dignità. La pazienza non va MAI confusa con la rassegnazione, la pazienza non è mai STATICA, la pazienza è sempre riflessiva meditativa e agente, mi spiego meglio, una volta mi hanno fatto l'esempio di un cane alla quale tirano le pietre, questo cane prima abbaierà poi si accuccerà e si sopporterà le pietre addosso, è avvenuta la rassegnazione, quella non è pazienza quella è dire “non posso far nulla per cambiar le cose, le sopporto” la pazienza invece è un muovere le cose ma riflettendo e non di flusso incontrollato, o talvolta è proprio il non poter controllare le cose e attendere il momento propizio.. talvolta si deve esercitare la pazienza su un comportamento, di qualcuno a noi molto vicino ingiustificato, un patner che nemmeno ti saluta, che non ti parla che è scocciato dalla tua presenza che non ti sopporta, quando magari poco prima era tranquillo, una persona alla quale tu cerchi di far di tutto per farla stare bene per recuperare un rapporto ma che si diverte a mortificarti, una situazione lavorativa, dove sei costretto a ricominciare sempre sempre sempre, arrivando al punto di avere pure paura di cadere; questo può portare al profondo rischio di convincersi che il problema sta in noi, che siamo noi i falliti, che nulla potrà mai cambiare, nasce la rassegnazione poi la mal sopportazione e poi il suicidio, questa Signori non è la pazienza. Questa è solo un cercare una Back door per fuggire, il Signore non ci chiede questo, il Signore ci chiede la forza di combattere, di pregare, di non stancarsi mai di muovere le situazioni e di curarci solo del suo giudizio, non di quello altrui, talvolta la pazienza è confusa con l'invidia impotente, e spesso si nota a stretta di denti sui Social Network, come Facebook, dove tutti sembrano stare bene, fingono di essere felici, per far capire agli altri che lo sono e gli altri si rodono d'invidia perchè loro non possono esserlo o vedono in chi si lamenta, lamentele ingiustificate, non pensando che, ognuno ha le sue, anche se naturalmente ognuno sente il proprio dolore, la pazienza spesso ci vuole nelle coppie, in quegli sposi che riescono a lasciarsi anche dopo due ore, perchè non riescono a sopportarsi ad avere un minimo di sacrificio, o in quelli che dopo 10 anni si svegliano la mattina dicendo che non amano e non sopportano piu il patner, dicendo che lui è un immaturo, che non ha mai fatto nulla, che giocano con i suoi sentimenti facendo una volta i sorrisi una volta le serietà che vanno a lavoro senza manco salutarlo, senza che questi materialmente abbia fatto nulla, ci vuole pazienza sapete ? Una volta ho letto “è più difficile buttare la pistola a terra che sparare”, è proprio così, la vita ci darebbe mille ragioni per uscir fuori di senno, le cose da pagare quando non ci sono i soldi e non si ha di che mangiare, i rapporti umani, un DIO che talvolta sembra troppo silenzioso (e invece agisce silenziosamente, si, ma pazientemente e in maniera perfetta),fattori della vita che, talvolta ci sembrano ingiusti, lutti ad esempio, un amica mi raccontava di una parrocchiana che dopo 10 anni che non poteva aver figli ne ha avuta una, dopo averla partorita a tre mesi sta bambina è morta, li una madre esce pazza, come si può giustificare un evento del genere ? Come si fa a rassegnarsi ? Come si fa a non avere rabbia ?... la stessa amica mi ha raccontato che questa donna aveva molta rabbia con DIO e con tutto, ma che tirata quasi per i capelli è stata portata in chiesa, davanti a Gesù... diremmo umanamente “a chiarirla faccia a faccia”, questa donna pian piano si è sciolta ha iniziato a piangere e si è liberata della rabbia del groppo, certo che non è tutto passato, e penso non passerà mai, però si è liberata.. a volte è solo questione di tempo, di pazienza e di aspettare le risposte giuste. E noi quanta pazienza abbiamo ? Come la usiamo ? Preghiamo affinché la PAZIENZA fatta CARNE, ovvero GESU' CRISTO, possa aiutarci nel difficile percorso della vita...





Pax et Bonum.



Gaetano

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