sabato 29 gennaio 2011

Signore Gesù

 

quando penso alle tue piaghe, non posso fare a meno di riflettere sulla vastità del tuo amore, oggigiorno non siamo più abituati a s20550Loffrire, appena le cose ci vanno storte imprechiamo, non siamo più abituati come le vecchie generazioni a portare sulle spalle il peso della fatica e del dolore, abbiamo tutto. E non vogliamo soffrire per niente, e c’è sempre qualcosa per provvedere per tutto. Il risultato è che siamo deboli e incostanti, e abbiamo paura anche di una puntura.. certe volte signore osservo il crocifisso, io che sto tranquillo seduto su una sedia a oziare, io che mi lamento di tutto, faccio davvero fatica a comprendere il dolore di quei chiodi acuminati che trapassano le tue ossa.. contemplo le tue frustate, e penso a quante volte camminando sbatto, e impreco. Il tuo amore Gesù è così grande, così immenso da sembrarmi irreale, è difficile pensare che qualcuno 2000 anni abbia affrontato tutto questo per me, quando al giorno d’oggi faccio fatica pure a trovare qualcuno che mi dia il buongiorno in maniera sincera. Mi stupisco di quel che tu hai fatto per me, prima ancora di vedere i risultati (cioè di vedere quel che io avrei fatto per te), questo in un mondo dove non si fa niente per niente, e dove si ha sempre un braccio più lungo (il ricevere) e uno quasi esistente (il dare), siamo così tutti qui confusi e infelici, aspettando qualcuno che ci dia qualcosa, o aspettando che piova dal cielo, stiamo a guardare la TV, e gli oroscopi per scoprire quando troveremo lavoro,1192652016_f e non usciamo per romperci le spalle come facevano i nostri nonni, anche a costo di raccogliere ferro vecchio. Stiamo a cercare “le prove” della tua esistenza, invece di sederci e pregarti, imprechiamo verso di te perché non abbiamo la pace in famiglia, ma noi non vogliamo mettere mai da parte le nostre “ragioni” per gli altri, e ci lamentiamo che tu non ci realizzi mai, ma non siamo capaci nemmeno di spendere 20 minuti per un rosario. Pensiamo “eh DIO, con tutto quello che ci ha da fare non può mica pensare a noi” e invece siamo noi ad avere troppo da fare per pensare a te. Caro Gesù come avrai ben capito questo è un esame di conoscenza, da parte di un uomo, jesus20cross20salvationea6 che nella sua vita non ha mai fatto nulla di buono, è quel poco di buono che ha, lo deve solo alla tua misericordia, da parte di uno che parla tanto e agisce poco, e che si dice pronto a morire per te, ma che domanda pietà pure per un semplice mal di pancia. Guardando il crocifisso devo ammettere, che ti stimo Gesù per l’amore, per la forza, per la volontà. Vorrei poterti dire, che ti amo, ma guardando il tuo amore, so che direi una bugia. Che amore può essere il mio a confronto di quello tuo ? talvolta dico Gesù fa che io sia un “discepolo prediletto” uno di quelli che tu ritieni degni di avere con se la madre tua, poi penso che il tuo discepolo prediletto, era prediletto in quanto l’unico sotto la croce, ma io che grado di sopportazione ho della mia croce ? mi accorgo del mio nulla Gesù.

lodi_altissimo che potrei dire ? tutto quel che ho detto mi annienterebbero, non dovrei più aggiungere nient’altro ma c’è qualcosa che mi salva il tuo AMORE, non io, tu signore Gesù, non i miei meriti i tuoi. Signore mio, non la mia sofferenza ma la tua. Signore Gesù sono consapevole di essere nulla, di non saper fare nulla, se tu non mi sostenessi, nemmeno esisterei, ma sono consapevole che tu, mi innalzi col tuo dito, e mi elevi a te, con la tua croce, so, che se mi dai la croce, io sono convinto di portarla in realtà me l’hai solo appoggiata, perché il peso c’è l’hai ancora tutto tu. So che se mi dici di superare una montagna mi fai arrampicare, ma è il tuo dito che mi fa da “ascensore” e sono io che sono convinto di aver fatto chissà quale scalata, ma il tuo dito mi ha realmente fatto superare il mio problema. Anche questa lettera che ti scrivo Gesù piena di errori e di difetti, piena di amor proprio e di peccato, sarò convinta di averla scritta io, con il mio cervello, con le mie mani, col mio PC. ma sei stato tu a scriverla, perché tu sai che io sono buono a nulla.. io ti amo Gesù, e spero sempre nella tua misericordia, perché è grande, fa che possa sempre accovacciarmi tra le tue braccia, prendere il biberon del tuo amore, nutrirmi dei baci tuoi. Fa tu o Gesù per me tutto quel che io non so fare, tu, dolce Gesù, amami come io non ti so amare. E quando un giorno sarò nel tuo regno, per la tua misericordia, insegnami a vivere, perché soltanto là mi renderò conto che fino ad ora non ho mai vissuto.

Ti Amo Gesù… Grazie di tutto !!

Da “Tanuzzo”.

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