venerdì 25 febbraio 2011

Caro figlio..

Caro Figlio mio,

dk187_topimage tu mi conosci già, mentre io non ti conosco ancora, sono tuo padre, è la prima volta che ti scrivo, da quando seppi che, in questo mondo non c'eri più, sei sempre nei miei pensieri, ma non avevo, la forza di affrontare la tua presenza diversamente da come l'avrei voluta, non ho la forza di cercarti, ne di pregarti, in DIO, così come è giusto che io faccia, adesso ti scrivo, e lascerò questa pagina laddove lasciamo tutti i nostri pensieri per te, certi che i nostri angeli custodi li raccolgano e li portino in cielo, Caro Figlio mio, quando seppi che dovevi venire al mondo ero preoccupato, non sapevo cosa sarebbe successo, un lavoro instabile e una situazione precaria hanno prevaricato dalla vera gioia di una nuova vita.. ma poi il tuo essere già mutava le nostre vite e la gioia avanzava, cominciavo già a gustare di diventare per la seconda volta, Papà, poi è arrivata la cattiva notizia, tu non c'eri più...il dolore incommensurabile e il tentativo di saziare un vuoto abissale.. poi un susseguirsi di eventi, e un inseguirsi di azioni, e il tentativo atto a colmare questo vuoto, nella paura di affrontare la terribile realtà, la tua voce che echeggia tra i miei pensieri, come armonie angeliche ormai lontane, le lacrime che bagnano il mio cuscino in sogni di eventi che non ci sono più, che bagnano la tastiera del mio PC mentre ti scrivo la lettera, la vana speranza di trovarti ancora, come io vorrei..., la paura di pregare, di trovare DIO, la speranza di resurrezione, anche prima del raschiamento, il dolore fortissimo nel pensare che realmente tu non c'eri più... di chi è la colpa ? Non lo so, caro figlio, forse GE-seduto sul lettino non vi è una colpa, forse devo solo imparare a cercarti laddove tu sei ora, e non laddove IO vorrei che tu fossi, forse devo solo memorizzare il tuo “nuovo numero di telefono”, ci sono molti modi di vivere il dolore, il mio è questo nel silenzio, in qualche frase, in qualche accento, la gente pensa che io me ne frego, ma tu, in fondo sai che non è così... ti dicono che sei speciale, ti dicono che siamo genitori particolari, ti dicono che abbiamo un nuovo angelo in cielo che prega per noi, forse è così, devo imparare a crederlo a cercarti laddove tu sei e forse io ti troverò... è un po' strano, forse non educare il figlio, ma farsi educare da lui, ricevere quando credi che stai dando, forse devo ancora abbattere il muro del mio preconcetto, del mio dolore, forse semplicemente, bisogna che io mi perdoni, carissimo figlio mio, dovevi portare il nome del Capo degli Angeli, Michele, e sei diventato un angelo pure tu, coraggioso e forte, vicinissimo a DIO.. che forse capisci meglio di noi, i suoi incomprensibili disegni, tu che non conosci il dolore, non conosci il male, tu che non conosci guerra e fame, ma solo le armonie degli angeli e le braccia amorevoli della Vergine Maria. Noi invece, siamo ancora così lontani da questa armonia celeste, da questa perfezione, e se lo scopo di un genitore sul figlio è farlo diventare uomo perfetto, forse il tuo scopo di figlio verso di noi, è farci diventare anime sante.. ed è per questo che sei speciale, come vedi però siamo ancora molto lontani... e tanto vuoti, tu puoi aiutarci, ma forse noi non ti ascoltiamo, ti cerchiamo nei luoghi sbagliati, o semplicemente rimaniamo sepolti nel nostro dolore, allora caro figlio diventa nostro genitore, svegliaci, e facci tornare a vivere, credere, sperare, insegnaci tu dove guardare, gridaci, parlaci, carezzaci e consolaci, non vedi che siamo così deboli ? Così fragili ? Così pieni nel dolore ? Caro figlio, che porti il nome dell'angelo più forte e bello del paradiso, l'angelo che sconfisse il diavolo e il male, caro figlio, sconfiggi tu, i nostri mali, facci tornare a vivere,Forgiven a credere, a lottare, a sorridere, con la certezza che verremo riuniti tutti insieme, non come assurda consolazione, non come lacrima che brucia il viso, ma come sublime realtà davanti al quale inginocchiarci, sussurra nelle orecchie di tua madre le sublimi parole “ti amo”, e soffia nella sua bocca l'alito della vita, che come il bacio del principe azzurro possa risvegliare la sua anima. Che soffre dormiente tra i petali di Rosa, pregalo tu, DIO, perché noi, non ne siamo degni, caro figlio e distruggi le nostre incertezze, forse il tunnel sarà lunghissimo, ma per quanto lungo vi è sempre una luce in fondo.. fa che la nostra certezza, e garanzia sia tu, carissimo figlio, la luce in fondo al tunnel che possa condurci al paradiso.. a quel giorno senza notte, a quel banchetto che ci riunirà adesso e per l'eternità. Noi ti vogliamo bene, so bene che TU non te ne dimentichi mai, ricordaci tu a noi, che siamo uomini miseri, che dimentichiamo facilmente e non siamo nella perfezione come te, quanto bene tu ci vuoi.

Amen.

dal tuo papà

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