giovedì 10 febbraio 2011

IL PARADISO È PIENO O VUOTO?

(di Fonte: Dimensioni.org)

00imm19 RIFLESSIONE - Passava per città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta⦠». (Lc 13, 22-30) 
Il paradiso è un diritto acquisito per chi è nato dalla parte giusta. Gli altri li affidiamo alla misericordia di Dio che è grande. Noi siamo gli eletti, i fortunati, quelli che hanno il massimo di probabilità di salvarsi, gli altri possono anche arrivare con qualche carretta del mare e cercheremo di chiudere un occhio. Lâimportante è essere nati dalla parte giusta. Sono tanti quelli che si salvano? Il paradiso è pieno o è vuoto? Se è pieno ci stanno tutti e ci posso stare anchâio. Se è vuoto vedremo di accampare qualche diritto. Gesù non dice né che è pieno, né che è vuoto. Dice che occorre passare per una porta e che questa porta è stretta. Questa porta è Lui. Lui è la porta per capire la vita. Lui è la porta attraverso cui non si passa spingendo come allo stadio ma a uno a uno con un percorso personale. Non è la porta di un recinto anonimo, ma un rapporto dâamore che riempie la nostra vita di felicità. Capiamo allora quanto sono banali le scuse che potremmo raccontare per dichiarare i nostri diritti acquisiti: Io da bambino sono sempre andato al catechismo. Io ho sempre scelto lâora di religione. Io ho visitato tutti i santuari. Io sono stato alle gmg, ho il crocifisso dâoro al collo, faccio offerte non piccole, sono del giro della parrocchia. Non ti ricordi di quanti rosari ti ho detto; sono iscritto allâAC da quando ero beniamina⦠ho sempre votato il partito giusto, anche se oggi non sai più da che parte votare. Ho fatto volontariato, sono un prete o una suora. Non sono un talebano non faccio il terrorista⦠E potremo continuare lâelenco. Sono le tentazioni di ogni vita di amore che si fa abitudine, routine, diritto, acquisto e non accoglienza, gratitudine, rapporto vivo quotidiano. Nel rapporto di coppia quando uno dei due comincia a fare lâelenco delle cose che ha fatto, come diritto ad avere e non come dono di gratuità, inizia la fine. Câè un altro bel brano della Parola che ci può aiutare a capire il senso di questa porta stretta (I Cor. 13): io posso parlare bene, progettare, costruire anche sane abitudini e atteggiamenti, spostare una montagna, distribuire i propri beni, bruciare il mio corpo⦠ma se non ho amore ⦠sono una campana stonata. Se questo è vero, se la fonte è Gesù, diventa ancor più vero che Gesù apre il paradiso a tutti quelli che lui vuole. Non siamo noi chi tiene fuori o dentro. Non câè nessuna isola di Lampedusa per accoglier a denti stretti e rispondere. 
Anzi, che il Signore abbia pietà dello scempio che facciamo della sua Parola, dei suoi doni, del dono della fede, perché ce li ha offerti per farli giungere a tutti e non può farli marcire nelle nostre comodità. Questo discorso bruciava nelle coscienze degli scribi e farisei, ma deve bruciare anche nelle nostre sicurezze. Passare per la porta stretta sapendo che è Gesù non è una impossibilità in più, ma la garanzia di avere un passaggio garantito dallâamore.

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