mercoledì 7 dicembre 2011

Essere la luce di Natale


Sono stata di recente coinvolta da mia mamma nelle benedizioni di Natale. Eh si, il nostro don non riesce a fare tutte le case del decanato e quindi chiede a gentili volontari di diverse parrocchie la loro disponibilità ad andare in giro di casa in casa per dire una preghiera a chiunque gradisca la visita. Mia mamma si è offerta volontaria e cosÏ facendo ha incastrato anche noi quattro (i miei due fratelli, io e mio papà) in questa sua iniziativa. Infatti, dopo aver preso l’incarico, con un garbo e quasi senza che noi ce ne rendessimo conto, ha appioppato a ognuno di noi una serata in cui, il prescelto, la doveva accompagnare in questa sua opera di volontariato. Nessuno di noi si è ribellato a questa sua decisone, forse perchè ci ha convinti dicendo: “Non possiamo sempre chiedere, a volte bisogna anche dare.” Allora, mossi dalla razionalità di questa affermazione ci siamo dovuti adeguare alle decisioni già, per metà, prese da lei.
Devo ammettere che inizialmente ero un po’ turbata. Curiosa di provare questa nuova esperienza ma leggermente preoccupata di quello che mi aspettava.



Arriva il fatidico giorno in cui il calendario riportava: ore 18.30 Chiara benedizioni Natale con mamma. Pronta. Sacchetto con candela, una per famiglia; immaginette con la preghiera da recitare; volantini con il discorso dell’arcivescovo da lasciare nelle famiglie; foglio da lasciare sullo zerbino della case in cui non era presente nessuno. Via, si parte.

Non sto qui a raccontare i dettagli della serata, sarebbero troppi e risulterei noiosa; perÚ vorrei condividere con voi le sensazioni e le emozioni che ho provato durante questa breve esperienza.

La maggior parte delle case che abbiamo visitato erano abitate da persone anziane, alcune di queste vedove, altre malate. Tutti, fatto salvo un paio di eccezioni, ci hanno accolto con gioia, calore e sorrisi. Sebbene non ci conoscessero di persona, hanno capito subito che entravamo nelle loro case per portare un po’ di distrazione e un po’ di letizia, anche se solo per pochi minuti. Ho visto nelle loro frasi, nei loro volti , nei loro movimenti la paura di essere soli, ma la forza di voler andare avanti sapendo che non verranno abbandonati. La gioia di una moglie che si fa in quattro per il marito che purtroppo non è in ottime condizioni. La speranza di chi deve subire un intervento ma sa che c’è chi prega per lei, e ha fiducia che andrà tutto bene perché alla fine del tunnel c’é sempre la luce. La serenità di chi non ha tanto ma darebbe tutto per gli altri.

Mi sono approcciata a questa esperienza con curiosità e preoccupazione, come ho scritto prima, ma sono tornata a casa con il cuore pieno di immagini felici e di leggerezza. Non ho visto persone ricche, benestanti, a cui la vita ha dato salute, ricchezza e quella che chiamiamo fortuna. Ho visto famiglie in cui i sorrisi non mancano, l’aiuto reciproco Ë all’ordine del giorno, in cui le ricchezze sono soprattutto interiori e in cui il dolore si trasforma in unione.

Sicuramente in queste famiglie, come in tutte le altre, si affrontano quotidianamente momenti di difficoltà e di cedimento; però l’impressione che ho avuto Ë che queste persone stiano affidandosi a chi ha già tracciato il disegno della loro vita, che stiano dando fiducia piena a chi li sostiene da dentro e a chi fa trovare loro la strada per realizzarsi davvero, la felicità nascosta nel dolore. Sono tornata a casa leggera e più_ sicura.

Chiara Pugni

(N.D.A) - Ringrazio sentitamente Chiara per aver scritto questo emozionante pezzo appositamente per "Sudditi", vi chiedo di andarla a trovare nei suoi siti oltre che di seguirla su Twitter (cliccando sul suo nome in firma) - : Pout - PuRRi e BigiotteRia cuRiosa
- sempre vostro Gaetano -

Translate

Vi presento Agata

Consiglialo agli amici