mercoledì 7 dicembre 2011

Quelli che... il vaticano.


Quelli che “il Vaticano possiede il 30% degli immobili d’Italia” (una casa su tre), e quelli che condividono senza farsi nessuna domanda sull’immensità di tale cifra, buttata così, senza fonti (perché del tutto immaginaria). Quelli che più la spari grossa più sei credibile. Quelli che “la Chiesa cattolica deve pagare l’Ici”, e quelli che non sanno che la Chiesa paga già l’Ici per tutti gli enti commerciali. Quelli che lo sanno benissimo, ma fingono di non saperlo, perché attaccare il Vaticano va di moda, rende tutti più felici e il mondo più pulito. Quelli che dicono che il Vaticano deve pagare le tasse all’Italia, ignorando che si tratta di due Stati indipendenti e sovrani. Quelli che non sanno neppure scrivere correttamente una frase su Facebook e definiscono ignorante un certo Joseph Ratzinger che ha scritto di suo pugno quasi 300 libri. Quelli che i preti sono tutti pedofili, ma oltre il 99% degli abusi sui minori avvengono nel mondo laico (padri, zii, nonni, ecc). Quelli che sul loro giornale scrivono in 500mila copie che il monastero Chiaravalle, alle porte di Milano, è un resort cinque stelle a 300 euro a botta. Quelli che ci credono. Quelli che sanno bene che Chiaravalle è un normale monastero cistercense che per una celletta della foresteria e tre pasti frugali al dì chiede un’offerta di 40 euro, ma se uno non li ha, pazienza. Quelli che quando Avvenire smaschera la fandonia si guardano bene dal pubblicare una rettifica, così i loro lettori continuano a credere che Chiaravalle sia un resort, che la Chiesa ci lucri e s’indignano. Quelli che sul loro giornalone da 500 mila copie denunciano con veemenza che la Chiesa italiana nasconde il rendiconto dell’8 per mille. Quelli che, e sono gli stessi, da 20 anni pubblicano il rendiconto in una loro pagina acquistata dalla Chiesa, incassano i soldi e, una volta smascherati, si guardano bene dal correggere la fandonia. Quelli che Luciano Moggi è il testimonial della Chiesa italiana. Quelli che aboliamo il Concordato e conquistiamo il Vaticano. Quelli che sanno sparare solo sulla Chiesa Cattolica, perché tanto è debole, impopolare, e nessuna la difenda per non sembrare bigotto. Quelli che scrivono che “con l’8 per mille la Chiesa ruba i soldi allo Stato”, pur sapendo bene che la Chiesa non sta rubando nulla a nessuno, perché ogni cittadino è libero di destinarglielo o meno e, se i contribuenti non firmassero più per lei, non riceverebbe niente. Quelli che sanno bene che all’8 per mille concorrono altre sette confessioni religiose diverse e pure lo Stato, ma cercano di farlo passare come un “privilegio” della Chiesa Cattolica. Quelli che su Facebook scrivono che il 97 per cento della quota 8 per mille dello Stato torna alla Chiesa cattolica. Quelli che poi non sanno proprio nulla, ma condividono lo stesso: viva l’anticlericalismo! Quelli che sanno bene che l’esenzione Ici tutti gli enti senza scopo di lucro, purché utilizzati per alcune attività di rilevanza sociale, non riguardo solo i templi di culto cattolici, e di qualsiasi religione, ma di ogni “ente non commerciale” purché destinati “esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive” (art. 7, c. 1, lett. i, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504). Quelli che fanno confusione tra esenzione ici su luoghi di culto e su attività commerciali ( su cui, ribadiamo, la Chiesa paga). Quelli che sanno bene che la riduzione del 50 per cento sull’imposta sul reddito delle società (Ires) si applica agli enti religiosi in quanto questi sono equiparati agli enti aventi fine di beneficenza e di istruzione, e la riduzione non vale per le attività commerciali. Quelli che sanno tutto questo ma lasciano che il popolo italiano se la beva per semplice battaglia ideologica e religiosa. Quelli che quando scoppia la crisi e la gente mugugna e si agita, cercano un nemico, un mostro, il colpevole del disagio e lo additano alla rabbia popolare, in modo da mascherare i veri problemi e non fare autocritica, così da poter governare il malcontento, come fanno tutte le dittature. Quelli che sanno che tante menzogne messe in fila e ripetute ossessivamente diventano una verità. E infine quelli che, troppe coincidenze non sono una coincidenza, perché la lotta alla Chiesa nasconde solo l’insofferenza per qualsiasi vincolo morale o legge superiore, per mettersi la coscienza a posto e, finalmente, poter dire: “Fanno schifo pure i ‘buoni’, tanto vale che mi metto a fare schifo pure io”.
Fonte "Avvenire"
e pagina Crede ut intelligas, intellige ut credas

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