domenica 17 febbraio 2013

Amicizia...appunti e spunti

Alcuni appunti durante una lezione della mia prof. di Storia della Filosofia:
La riflessione sull’amicizia nasce in Grecia, nella polis (città stato) e nasce in un contesto politico di guerra.
All’inizio gli amici erano i "soci" (i compagni d’armi), gli alleati.  Così nasce l’amicizia, alla luce della condivisione di un ideale militare. Nasce all’interno di un contesto politico-militare (di guerra). I greci hanno un termine (philia)= amicizia. Dobbiamo notare che  Philein è un verbo che tradotto dal greco vuol dire "amare". La radice di amicizia è "am" e la radice di amore è "am".
I greci ci battono perché in italiano abbiamo solo amicizia/amore e il verbo amare. Invece loro hanno philia, eros, agape. Loro hanno termini con una differenza che noi ci sognamo.
Differenza tra eros e agape: Eros=parte dal basso e sale verso l’alto: è la forza dell’uomo per arrivare a Dio. Agape= parte dall’alto e scende verso il basso: è l’amore che da Dio promana verso l’uomo.
Per ben tre volte Gesù domanda al discepolo amico se lo ama. Nel testo originale greco il verbo amare è usato 7 volte. Nelle prime due domande Gesù usa "agapan" e Pietro risponde con "philein"; la terza volta Gesù usa "philein" e ugualmente Pietro risponde. Tra domanda e risposta c’è una differenza: è come se Gesù avesse chiesto qualcosa di più con "agapan" (l’amore di carità). L’altro è eros. Philein è a metà tra l’uno e l’altro. Ritornando a noi,l’amicizia inizia all’interno di un contesto politico militare. Siamo più o meno nel V secolo a.c. quando Pitagora, il quale coniò un’espressione breve, una definizione dell’amicizia molto interessante. Lui non ha fatto altro che dire: "L’amicizia è uguaglianza armonica; il numero è ordine, è regolarità (cosmos).
L’amicizia come uguaglianza armonica. Dire che l’amicizia è uguaglianza (ci fa capire che non era possibile tra persone paritarie). Questa uguaglianza genera armonia. Già leggiamo che è un rapporto tra persone uguali (paritario) e questo rapporto genera armonia, piacere, equilibrio. Pitagora è stato il primo a fare una riflessione sull’amicizia. Chi per primo ha cominciato a riflettere è stato proprio Pitagora. Platone (del IV secolo) è stato il primo che ha dedicato un dialogo (Il Liside) dove Platone dedica un dialogo interno. Il Liside (è il dialogo tra due personaggi dove uno rappresenta l’amico e l’altro un non amico). Il Liside è il nome del protagonista. Aristotele dedica addirittura due libri sull’amicizia. Di un’opera sua intitolata Etica Nicomachea dove il 7 e l’8 libro sono dedicati al tema dell’amicizia. Noi possiamo avere tre tipi di amicizia: 1.la prima basata sull’utilità; la seconda basata sul piacere; la terza basata sulla virtù. 
 Già nel IV secolo a.c. avevamo tre tipi di amicizia: le prime due forme (quella basata sull’utilità e quella basata sul piacere sono destinate a perire). Aristotele arriva a dire: un rapporto di amicizia basato sul vantaggio reciproco finisce; un rapporto di amicizia basato sul piacere reciproco finisce. Ma se io e te condividiamo dei valori, degli ideali, questa amicizia non finisce. Aristotele nel IV secolo a.c. arriva ad evidenziare le caratteristiche del rapporto di amicizia basato sul valore, sulla condivisione dell’ideale. 1. Sincerità; 2. Fedeltà; 3. Disinteresse.
Sue rivali sono: 1. L’egoismo; 2. La finzione; 3.l’adulazione. 
Dopo Aristotele c’è la curva discensiva (età ellenistica) e rientra un filosofo, Epicuro, è il filosofo del piacere. E’ colui che ha fatto l’esaltazione del piacere. E’ anche uno di quelli che non crede nell’amore, però crede nell’amicizia. Per lui l’amicizia autentica è al di sopra dell’amore.  Nell’amore entrano in gioco altri elementi.
 Aristotele diceva: l’amicizia che finisce non è mai esistita.
Passiamo all’interno della letteratura latina o romana ci sono varie coppie di amici: Eurialo e Niso, Enea e Pallante. Perché ci interessa Cicerone? Perché anche Cicerone ha dedicato il famoso De Amicizia. L’amicizia non è altro che un perfetto accordo divino e umano accompagnato da benevolenza e amore. L’amicizia racchiude in sé grandissimi e moltissimi vantaggi: chi fissa lo sguardo in un vero amico scopre un altro se stesso. Altro autore:  a Zenone quando gli fu chiesto: che cosa è per te un amico? Lui rispose: un altro me stesso. 
 Nell’A.T. il I libro di Samuele è un testo molto importante perché racchiude l’amicizia tra Davide e Jonathan. Nella Bibbia versetto 3 capitolo 18 I libro di Samuele noi troviamo: "Jonathan amava Davide come se stesso": nella riflessione emerge una costante: da un lato a partire dalla sapienza greca a quella cristiana non c’è differenza tra amicizia e amore; dal punto di vista ontologico l’amicizia è ontologicamente superiore all’amore, perché più pura. Ci sono stati dei tentativi estremamente superficiali di voler banalizzare la sapienza greca o cristiana: nel voler leggere dietro queste frasi ad identificare, ad associare l’omosessualità a questi sentimenti.
 E’ possibile un’amicizia tra un uomo e una donna? Alcuni padri della Chiesa dicono di si, altri dicono di no. Dicono di si quelli che vivevano da soli, mentre i cenobiti che vivevano in comunità dicevano di no. Nel N.T. Gesù parla dei suoi rapporti di amicizia (Marta, Maria, La Maddalena, le sorelle di Lazzaro). Il Vangelo di Giovanni descrive tutti questi episodi: dove la purezza dell’intuizione di Gesù è tutta un’altra cosa.
Il pensiero cristiano: l’amicizia non è mai a due, è a tre. Tra i due amici c’è lui in mezzo (Gesù). Al centro del loro rapporto quotidiano c’è il Cristo. Questa terza presenza invisibile (il Cristo) è la linfa di questo rapporto di amicizia.
 San Basilio e San Gregorio sono l’unica coppia di amici che viene celebrata il 2 gennaio. San Basilio era molto più grande di età di San Gregorio Nazianzeno. E quindi c’era questa sorte di rispetto per un’età maggiore. Scriveva Basilio Magno: ci guidava una medesima ansia di sapere, Ognuno stimava come sua propria l’affermazione dell’altro.

 S. Ambrogio   (vescovo intellettuale di Milano) : apri il tuo cuore all’amico… Non abbandonare l’amico nel bisogno, non trascurarlo; non venirgli meno. Il vero amico si riconosce nelle avversità.
  E' una consolazione in questa vita avere qualcuno a cui confidare i tuoi segreti. Chi è l’amico se non una persona unita a te nell’amore. 
S. Giovanni Crisostomo :Che cosa non farebbe per noi un vero amico? Quale gioia, vedendo l’amico uno esalta e si rallegra.
 Basilio e Gregorio sono epistolari: immaginiamo anche la forza di un rapporto nonostante la distanza, la lontananza: Meglio per noi che si spenga la luce del sole piuttosto che essere privati della luce degli amici.  
In base a questi appunti sento l'urgenza di confrontare il mio rapporto di amicizia.
Intanto rifletto...

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