martedì 19 febbraio 2013

Amore, amore amore...



Amore, amore amore…Quante volte mi sono chiesta cosa fosse e dove l’avrei trovato.
Ricordo nei miei sogni di adolescente, come vivevo quell’attesa in un’aura romanticissima pregna di sguardi luminosi, baci nel fulgore del tramonto, gesti perfettamente cadenzati; tutti sogni rigorosamente estratti dal cilindro del mio cuore, con perfetta scelta di tempo e situazione, tanto da lasciare il “mio principe” senza fiato ne parole, pronto a sciogliersi al calore dei miei abbracci.
Le cose non stanno proprio così; l’amore non è, e non può essere solo questo… Sono state proprio le delusioni, quelle più amare, ad insegnarmi cosa significhi amare davvero. Proprio la croce, la Santa Croce, mi ha insegnato a guardare alle mie delusioni come giusta conseguenza di un amore umano, egoista, pronto a donare tutto solo a patto di ricevere in cambio una considerevole contropartita, fatto di parole come : “Ti amo se…”, “Ti amo ma…”.Ho capito che questo non è amore, se non per se stessi. Imparo ogni giorno l’Amore dalla Croce, da quello gratuito, totale, estremo di Gesù. Non sono degna di tale Amore, ma riscoprendomi figlia di Dio non posso prescindere dall’ amore a mia volta allo stesso modo, sentendomi così amata. So bene di non essere capace, ma confido nel Signore che mi doni il Suo Spirito per amare gli altri in Cristo Gesù.
Ciò vale per il prossimo in generale, ed in maniera speciale tra uomo e donna che vogliono percorrere questo cammino insieme. Quante volte mi sono chiesta quale fosse il giusto limite di perdono e sacrificio; fino a che punto è giusto farlo e quando invece, chiudere la porta del cuore e andare via, gettandola spugna. Mi sbagliavo! Non c’è limite al perdono e al sacrificio del Signore verso le Sue creature e parimenti non deve esservi limite al perdono e al sacrificio sponsale. Basta poco a due giovani cristiani per comprendere la reciproca compatibilità: Amore per il Signore prima di tutto, un sano dialogo, qualche interesse comune per condividere  e qualche differenza per ravvivare il rapporto sono la giusta miscela; credo che la fase del fidanzamento, quello cristiano intendo, non sia solo approfondimento della conoscenza reciproca , ma soprattutto  la purificazione dell’amore  che passa da un piano totalmente umano ed egoistico, all’unione speciale che si trova  solo in Gesù Cristo che si sublima nel sacramento matrimoniale.
Sulla base di quanto detto, consiglio ai fidanzati questa promessa da recitarsi l’un l’altro, qualora volessero accettarla :
“Prometto a te, mio caro/a, al cospetto di Gesù e Maria di aprirti il mio cuore , senza riserve, senza paure, perché la fiducia si purifichi; prometto di mondarlo dagli egoismi, dall’orgoglio, perché la speranza si accenda; prometto di donarlo a te sinceramente  e di servirti in Cristo Gesù, perché la carità divampi. Questa è la mia promessa, per amarti e onorarti fin d’ora, per purificare la nostra unione”.
Siano lodati i Santi nomi di Gesù e Maria.

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