mercoledì 10 aprile 2013

Aver Fretta di crescere...

I fanciulli trovano il tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto. 
Giacomo Leopardi


Quando ero un bambino guardare il cielo per me era fonte di serenità, di fiducia, di sapere che c'è una protezione materna sopra di me, avevo la semplice convinzione che comunque andava non mi poteva accadere nulla di male, la mia famiglia era con me, la mia casa, la mia città.
Vivevo di semplici abitudini, la scuola, far la spesa con mia madre, gli scout, giocare al PC e tanto mi bastava per farmi sentire sereno, protetto, amato.
Riuscivo ad osservare la vita stando semplicemente seduto in un prato, guardare le formiche, le lucertole, le farfalle, dando le molliche ai piccioni osservavo i loro comportamenti oppure correndovi incontro mi divertivo a farli volare.
Quando ero piccolo bastava una passeggiata in bicicletta o giocare al pallone con la propria ombra per sorridere della vita, alla vita.

Bastava vedere un crocifisso per commuoversi e osservare attentamente il corpo di Gesù attraverso le sue piaghe, l'espressione del suo volto, la posizione delle sue mani.
Passeggiavo con mio padre ogni tanto andavamo persino a messa insieme, mentre egli mi donava quella che era la sua spiritualità, così per come gli veniva, cercando di fare sempre al meglio il suo compito.

Da grande invece tutto cambia, il lavoro ti affligge, non ti fidi nemmeno delle persone che ti stanno vicino e ti accorgi che tutti ti deludono, t'ingannano, ti trafiggono e sono pronti al giudizio.
Ti senti solo, nessuno ti protegge anzi son pronti a portarti alla gogna solo per prendersi il tuo posto, o soltanto per essere soli a lottare.
Ti accorgi di quanti difetti abbia la tua casa, ne vorresti una diversa e la tua città, in cui hai paura a far camminare i tuoi figli, la delinquenza, le violenze, gli incidenti stradali, la morte.
Le tue abitudini ti stanno strette, legato a una monotonia che ti distrugge i nervi, lavoro-casa, il lavoro è uno stress, la casa spesso pure, cercando sempre di stare attendo alle spese, e sempre col grande peso di potere sbagliare e sapere che il tuo sbaglio darà problemi a tutta la famiglia.
Non puoi fermarti un attimo, perché il mondo ti dice che ti devi svegliare, che sei lento, che non servi, se alzi gli occhi al cielo ti dicono di guardare dove metti i piedi, se guardi una formica ti dicono "vai a lavorare" e se mentre lavori non pensi a come azzoppare quelli che stanno vicino a te, saranno loro ad azzoppare te e ti ritroverai sempre solo.
L'unico modo di pedalare che hai è quello di non cadere mai dalla giostra della vita, dal carrozzone.
E l'unico sfogo che hai sarà una frase su Facebook, un link o una foto (dal quale sarai sempre condannato e giudicato), ti conteranno i "mi piace" che ricevi e diranno "ma che cavolo si pubblica quello??" così cercherai social dove nemmeno vieni riconosciuto, come Twitter, perché ti conforti tra gli sconosciuti, ombre che come te cercano una vita, ombre che come te vorrebbero imparare per osmosi la virtù di viverla.

Pensi a DIO come quell'essere che permette una vita schifosa e tanto male nel mondo, a colui che si chiama i tuoi amici e i tuoi parenti chiedendoti se veramente ci sia qualcosa dopo la morte.
Pensi a DIO come quell'essere che permette a tante giovani di abortire e poi fa perdere i bambini a chi li vorrebbe.
Che fa morire di tumore padri di famiglia e e fa vivere lunga vita a dittatori e omicidi.
Quel DIO che dona sempre più soldi ai ricchi e sempre più pidocchi ai poveri.
Quel DIO che da pane a chi non ha denti.
Quell'esercito che ama DIO e frega il prossimo.

E mentre i giornali ci ricordano le guerre e i rumori di pestilenze, malattie, omicidi, divisioni noi ci chiediamo ancora il perché stiamo vivendo questa vita.

Scrivendo riflessioni come questa:
Non avere fretta di crescere, I leccalecca si trasformeranno in sigarette.La Coca Cola diventerà Vodka. Le innocenti diventeranno puttane. I pomeriggi sull'altalena diventeranno sabati devastanti. I baci si trasformeranno in sesso. Le ginocchia sbucciate si trasformeranno in cuori infranti. Bimba, non avere fretta. Non è poi così bello quel futuro.
E invece no !!
Può sembrare paradossale e maledettamente ipocrita ma dobbiamo avere fiducia in questo futuro e in DIO !!
Il lavoro dev'essere un opportunità di miglioramento, di produzione, di socializzazione e di evangelizzazione.
Le persone che ti tradiscono, ti ingannano, ti deludono ti devono mostrare come non devi essere, per non far soffrire gli altri come hai sofferto tu, e se queste persone sono i tuoi parenti, meglio ancora vuol dire che darai ancora più amore a chi vuoi bene, o almeno ci avrai provato.

I dubbi sono un ottima cosa, ti spingono a trovare le risposte aldilà del paese con i fiori di carta creato dai social network dove per osmosi non si è mai imparato nulla.

Le persone che ti giudicano e ti fanno soffrire dovrebbero ricordare che l'unico giudice e DIO, quindi non "ti curar di loro ma guarda e passa" (come disse Dante Alighieri nel III canto della Divina Commedia).
Poi ci sono le "ingiustizie" le malattie, gli incidenti del quale si accusa spesso DIO, ci chiediamo "perché permette delle cose" e non ci chiediamo "perché le permettiamo noi" ci chiediamo "dov'era quando sono successe delle cose" e non ci chiediamo "dove lo abbiamo lasciato noi prima".

E' difficile essere grandi, essere fiduciosi, mentre si hanno sulle spalle tutti i pesi del mondo.
Ma si può fare, nessuno dice che sia facile ma si ci può riuscire.

Dire "Signore, Signore" quando tutto va bene è semplice, dirlo quando si è in croce è difficile.

Dire "Voglio morire perché sto impazzendo" è semplice, come premere un grilletto, è buttar via la pistola che diventa difficile.

Difficile, ma non impossibile.

Noi vogliamo vivere, è questa la nostra vita, per il presente, per il futuro, per i nostri figli che devono diventare adulti pure loro, e lo dovranno diventare fiduciosi e non sfiduciati.

Pax et Bonum




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