giovedì 11 aprile 2013

Buon compleanno Gemma - Tributo a Santa Gemma Galgani

Il calendario cattolico ricorda oggi Santa Gemma Galgani.
Santa Gemma Galgani
Sebbene me ne fossi assolutamente dimenticato (me lo ha ricordato la nostra paginetta Facebook L'amore di Gesù e Maria trionfa sempre), sono da molto tempo affezionato a questa "santuzza" semi sconosciuta nella mia città.
Ricordo di averla conosciuta per caso quando circa 9 anni fa iniziai ad effettuare studi di Angelologia, (come molti sanno lei aveva il dono di vedere e chiacchierare col suo angelo custode), per affezionarmi totalmente alla sua figura su molti versanti anche dopo aver finito di preoccuparmi degli angeli.
Innanzitutto la sua figura passionista (avevo un amica devotissima a San Gabriele dell'addolorata), il suo silenzio in moltissime situazioni (la via crucis del silenzio "e Gesù Taceva"), mi piaceva vedere come il piano di Gesù in lei era talmente futuristico che si realizzò dopo la sua morte (prematura tra l'altro) visto che come ella profetizzò nessuno la volle nell'ordine, volendola solo dopo la sua morte.
Naturalmente anche all'interno della chiesa ben pensante, godeva della fama che quasi tutti i santi, mistici hanno avuto: Pazza, visionaria, isterica, ecc... Padre Pio ne sa qualcosa.
I bambini per strada la vedevano e le sputavano addosso, visto che aveva la fama di una megera, che portava perennemente il suo abito nero.
Ma lei non confidava mai queste sofferenze con nessuno e aveva un motto che mi ha colpito e che ho conservato per tutta la vita "Sola con Gesù Solo" oppure "Quando vorrò trovarti ti cercherò sempre nel silenzio del mio cuore"....
Ho compreso come alla gente non importa dei tuoi problemi, non ti aiuta a risolverli ne ti consola, l'uomo inganna, tradisce, delude, Gesù mai.
Da quel momento ho cercato di non parlare quasi mai di me con nessuno me provare a confidarmi sempre e solo in DIO... ci provo almeno.
Morte di Santa Gemma Galgani
Gemma aveva un bellissimo viso angelico acqua e sapone che dovrebbe essere un esempio lampante per chi prova a essere bella scoprendosi o rifacendosi o truccandosi, esistono si e no tre foto di Gemma, tutte tre in primo piano, con il suo abito lungo nero, eppure è di una bellezza disarmante.
Gemma da ricca divenne povera, da figlia di famiglia divenne orfana, e Gesù si prese cura di lei, ricordandomi un racconto inviatomi una volta dall'autrice del sito "Nel Giardino degli Angeli" quando morì mio suocero, ve la scrivo più sotto.
Interessante di Gemma il senso dell'obbedienza, della semplicità, dell'abbandono in DIO che l'hanno fatta rimanere sempre col cuore fanciullo e degno di vedere i misteri del cielo.
Gemma fu la prima donna a ricevere le stimmate, e visse un intensa croce, ma condusse la sua battaglia (nonostante la grande aridità avuta nel periodo finale della sua vita) vittoriosa, dopo tre ore di agonia con Gesù in croce a soli 25 anni.
Vedere l'immagine della sua morte nella foto che circola mette una serenità incredibile, un viso che avendo chiuso gli occhi al mondo li ha aperti già al paradiso.

Auguro a tutti di morire così.

"LA PARABOLA DEGLI UCCELLINI"
Nel secondo anno della sua vita pubblica  Gesù, passeggiando con il piccolo Marziam, un bimbo che aveva preso e affidato a Maria,  in quanto rimasto tragicamente orfano, dialoga e ne raccoglie lo sfogo e il dolore per quella triste perdita e così racconta lui la parabola degli uccellini :
....... «Lo vedi che Io sono venuto e ti ho preso?
Questo è prova che Dio ti amava e che tua madre vegliava su te».
Il bambino tace, pensando. Sembra cercare luce dal suolo che calpesta, tanto lo guarda, camminando a fianco di Gesù sull'erbetta un poco strinata dal tramontano dei giorni prima. Poi alza il capo chiedendo: «Ma non sarebbe stata una prova più bella se non mi faceva morire la mamma?».
'Gesù ha un sorriso per la logica umana della piccola men­te. Ma spiega, serio e buono: «Ecco, Marziam. Ti farò capire le cose attraverso un paragone. Tu mi hai detto che ti piacciono gli uccellini, non è vero? Ora senti un poco. Gli uccellini sono fatti per volare o per stare in gabbia?».
«Per volare».
«Va bene. E le mamme degli uccellini come fanno a nutrirli quando sono piccini?».
«Li imbeccano». «Sì. Ma con che?».
«Coi semi, le mosche, i bruchi, o briciole di pane, o pezzet­tini di frutta che trovano volando qua e là».
«Benissimo. Ora ascolta. Se tu questa primavera trovassi un nido per terra, con i piccoli dentro e la madre sopra, cosa faresti?».
«Lo prenderei».
«Tutto? Come sta? Madre compresa?».
«Tutto. Perché è troppo brutto essere piccoli senza mam­ma».
«Veramente nel Deuteronomio è detto di prendere solo i piccoli, lasciando libera la madre che è sacra al prolificare».
«Ma se è una buona mamma non se ne va. Corre dove sono i suoi piccoli. La mia avrebbe fatto così. Neanche a Te mi avreb­be dato per sempre, perché sono ancora bambino. Venire anche lei con me non avrebbe potuto, perché i fratellini erano ancora più piccoli di me. E allora non mi avrebbe lasciato andare». «Sta bene. Ma senti: secondo te, vorresti più bene a quella madre degli uccellini e a loro stessi tenendo la gabbia aperta perché andasse e venisse col cibo appropriato, oppure tenendo prigioniera anche lei?».
«Eh!... le vorrei più bene lasciandola andare e venire finché i piccoli sono cresciuti... e le vorrei bene del tutto se, tenendo­mi loro, una volta cresciuti, lasciassi libera lei perché l'uccello è fatto per volare... Veramente... per essere proprio del tutto buo­no... dovrei lasciare volar via anche i piccoli cresciuti e render­li alla libertà... Sarebbe il più vero amore che potrei avere per loro. E il più giusto... Eh! sì! Il più giusto, perché non farei che permettere che si compia quanto Dio ha voluto per gli uccel­li...».
«Ma bravo Marziam! Hai proprio parlato da saggio! Sarai un grande maestro del tuo Signore, e chi ti ascolterà ti crederà perché parlerai da saggio! ».
«Davvero, Gesù?». Il visetto, prima inquieto e triste, poi scuro di pensiero, chiuso nello sforzo di giudicare ciò che era migliore, si spiana e splende nella gioia della lode.
«Davvero. 'Ora vedi un po'! Tu, solo perché sei un bravo bambino, giudichi così. Pensa tu come giudicherà Dio, che è Perfezione in tutto, riguardo alle anime e al loro vero bene.

  Le anime sono come tanti uccelli che la carne imprigiona nella sua gabbia. La Terra è il luogo dove sono portati colla gabbia. Ma anelano alla libertà del Cielo, al Sole che è Dio, al Nutrimento giusto per loro, che è la contemplazione di Dio. Nessun amore umano, neppure il santo amore di madre per i figli o di figli per la madre, è tanto forte da soffocare questo desiderio delle ani­me di ricongiungersi alla loro Origine che è Dio. Così come Dio, per il suo perfetto amore per noi, non trova nessuna ragione tanto forte da superare il desiderio suo di riunirsi all'anima che lo desidera. E allora che avviene? Delle volte l'ama tanto che le dice: "Vieni! Ti libero". E lo dice anche se ci sono dei bambini intorno a una mamma.
Lui vede tutto. Lui sa tutto. Lui fa tutto bene quello che fa.
Quando libera un'anima - potrà non parere agli uomini, dall’intelletto relativo, ma lo è - ,
quando libera un'anima, lo fa sempre per un bene più grande, dell'anima stessa e dei suoi congiunti.
EGLI allora, te l’ho già detto altre volte,  
AGGIUNGE AL MINISTERO DELL'ANGELO CUSTODE IL MINISTERO DELL'ANIMA CHE HA CHIAMATO A Sè, E CHE AMA
IN UN AMORE MONDO DA PESANTEZZE UMANE I SUOI PARENTI AMANDOLI IN DIO.
Quando libra un' anima si impegna anche a sostituirsi ad essa nelle cure ai supestiti.»
[Maria Valtorta]

O mio Dio crocifisso, eccomi ai tuoi piedi; non voler rigettarmi, ora che mi presento a te come peccatrice! Ti ho offeso tanto per il passato, ma non sarà più così! Dinanzi a te, mio Dio, presento tutte le mie colpe, già le ho considera­te... da' uno sguardo ai tuoi patimenti e guarda quanto vale quel Sangue che scorre nelle tue vene! Chiudi, o mio Dio, in questo momento, gli occhi ai miei demeriti, ed aprili agli infiniti meriti tuoi, e giacchè ti sei compiaciuto di morire per i miei peccati, perdonameli tutti, affinché mai più senta il peso di essi, perché quel peso, o Gesù, troppo mi opprime. Aiutami, mio Gesù, voglio ad ogni costo diveni­re buona. Togli, distruggi, annienta, tutto ciò che si trova in me, non conforme alla tua santissima Volontà. Ti prego però, o Gesù, ad illuminarmi, affinché possa camminare nel tuo santo lume.
 O mio Dio crocifisso di S. Gemma Galgani 

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