domenica 18 gennaio 2015

FESTA DI SANT'AGATA: INDOSSARE IL SACCO O NON INDOSSARLO ?

Tempo fa discutevo con un amico riguardo questo interrogativo che affligge alcuni devoti Catanesi, indignati dalle tante cose che "non vanno" in questa festa.

Busto reliquiario di Sant'Agata
La Festa di Sant'Agata dovrebbe essere una processione religiosa piena di preghiera, speranza, lodi rivolte a DIO e alla nostra concittadina mentre invece spesso diventa un "caos" di gente che va alla festa solo per fare caciara senza rispetto religioso.

Questo amico mi diceva di non voler indossare più il sacco perché "non lo rappresenta più", asseriva che quando vuole pregare Sant'Agata se ne va in una chiesa e nel silenzio  ma in mezzo a tutto quel caos a suo dire "irrispettoso" non si ci trova e ha deciso liberamente di non andare alla festa, "Sono forse meno devoto di altri ? non mi importa S. Agata il mio cuore lo conosce" era il suo pensiero costante.

Ho ascoltato silenziosamente la sua confidenza, io indosso il sacco fin dalla nascita (33 anni) e sono "mancato" dalla festa soltanto due volte, una è stata per lavoro (ero fuori Catania) e in quell'anno ho provato proprio la sensazione di pregare Agata nel silenzio di una chiesa sentendola vicinissima come non mai a dispetto dei tantissimi chilometri di distanza, l'altra è stata qualche anno prima, intorno ai 19 anni quando scelsi deliberatamente di non andare alla festa per lo stesso motivo del mio amico.

Sebbene ancora non era iniziata la generazione di Facebook e di Instagram non amavo vedere persone che parlavano al telefono dentro il "cordone", non mi piaceva gente che fumava, faceva caciara, pomiciava e molto altro ancora.

Non amavo l'organizzazione di una festa che con pause infinite "stiracchiava" i tre giorni fino allo sfinimento perdendo spesso l'atmosfera (il canto delle suore in Via Crociferi fatto di notte è ben diverso di quello degli ultimi anni fatto in mezzo al caos).


Ricordo quando con i miei genitori aspettavamo la Santa all'incrocio tra Via Vittorio Emanuele e Via Del Plebiscito, ero piccolo ma tanto la santa non ci arrivava tardi, tappa che ormai avveniva in notturna, così come i fuochi del "fortino".

Alla luce di tutto ciò e di una illuminante cosa che mi era stata detta ovvero che "molti devoti non sono devoti della santa ma della festa" me ne ero disinnamorato.

Come ho detto fu solo in quell'anno in cui non ci andai.. in altri anni però ci andai in maniera distaccata, cercavo di mantenere vivo il contatto con Agata dentro il mio cuore, di mantenere quella confidenza e quel dialogo che (a mio parere) "nessuno poteva capire"

Con gli anni, però, mi sono reso conto che sbagliavo, è stata Sant'Agata stessa a farmelo capire, era ingiusto "scappare" dalla sua processione, avevo invece il dovere di viverla così per come sentivo fosse giusto e se è possibile far conoscere la dimensione umana e religiosa di Sant'Agata, semplicemente perché in quanto devoto era questo il mio ruolo da "testimone", se non facevo questo da devoto a che mi serviva esserlo ? solo per vanto ?

Mi sono riavvicinato con affetto alla festa (nei limiti dei miei orari lavorativi, senza sconvolgerli), con un occhio diverso ho notato le numerose manifestazioni di quanti la pensavano come me, di chi aveva per esempio deciso di pregare il Santo Rosario durante la processione, di chi si soffermava a pregare e di chi canticchiava l'inno a Sant'Agata con amore e affetto, capi che esistevano (da sempre) i due volti della medaglia e stava solo a me guardare il lato che più mi confaceva e unirmi a quello che più ritenevo giusto, con la consapevolezza però che alla fine anche Agata avrebbe dato un giudizio sulla mia devozione e con la speranza che un giorno non si fosse vergognata di me.

Memore di tutto ciò ho detto al mio amico "Caro amico, tu sbagli, tu ci devi andare, tu devi essere orgoglioso di indossare il sacco perché questo sacco non rappresenta le persone che lo portano indegnamente ma proprio i devoti come te che lo portano col cuore e se la festa non ti piace devi essere tu per primo a essere la festa che ti piace, devi essere testimone e devi essere un ombra riflessa di Agata che vive nel tuo cuore, cosa farebbe lei al tuo posto ? pensaci e poi fallo e sii testimone, non mollare mai".

Ho creato la pagina Facebook: "Agatha" anche per questo per dare una dimensione umana e religiosa di Sant'Agata, per dire agli altri che staccare Sant'Agata da Gesù è impossibile perché lei stessa è morta per lui e per permettere a chi voleva di trovare un oasi di pace e di preghiera in mezzo al caos, quella stessa oasi che sicuramente per grazia Divina deve essere stato il Carcere nei giorni di detenzione di Sant'Agata che nonostante le sofferenze era colma di preghiera e grata a DIO, tant'è che riuscì a convertire delle guardie e dei carcerati.

Anche nella pagina, così come nella festa, sono stato favorevolmente sorpreso di vedere che molte altre persone la vivono come me... che vedono Sant'Agata come un amica, come una sorella, come una persona di fede che sa dare il giusto consiglio e che sa trasmettere l'amore di DIO, certamente un chiaro esempio da seguire, e la cosa bella è che ho notato questo non solo da chi amministra questa pagina : Stefania, Floriana, Ana Marìa, Valentina, Michele e Grazia  ma anche chi ne fa parte da fan, scoprendo che Sant'Agata è un patrimonio affettivo comune a tutti.
Non posso che esserne felice, orgoglioso, e non posso non vederci in tutto questo la mano di DIO e di Sant'Agata, ulteriore prova che non devono essere i devoti religiosi ad "allontanarsi" dalla festa pagana ma devono essere i "devoti religiosi" a contagiare anche la festa pagana, così come fece Sant'Agata che da sola riuscì a convertire e contagiare un intera città, Catania, allora pagana.

Concludo dicendo che proprio stamattina ho avuto l'onore di baciare la reliquia della mammella di Sant'Agata, ho pensato "Agata, nemmeno io sono un gran devoto, sbaglio e ti deludo continuamente, ma tante volte mi hai stretto al tuo petto, tantissime volte mi hai aiutato e consigliato e dimostrare che l'unica cosa che vuoi è affetto sincero e tanta buona volontà di percorrere le vie di DIO, ti prego non lasciarmi mai, tu al castello del Signore ci sei già arrivata, adesso guida pure me"...

Amici cari, io, voi, siamo incamminati... così come durante la processione... momenti belli e momenti brutti, gioie e paure, illusioni e disillusioni ma certi che per grazia di DIO al fianco di Sant'Agata arriveremo in paradiso, l'importante è la buona volontà.

Sia Lodato Gesù Cristo.
Cittadini, Viva Sant'Agata.

Translate

Vi presento Agata

Consiglialo agli amici